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Il percorso
Accademia Vittorio Alfieri, 1996

Dalla prefazione di Gaetano Quinci:

Si ripercorrono, a volte, girovagando con gli occhi dei sentimenti, i misteriosi itinerari del cuore; ed è allora che i nostri pensieri di sempre (quelli più veri, più reconditi) assumono cadenza sillabica, si trasformano in versi, in messaggi, in proposizioni. E ciò che prima poteva sembrare finito, passato, dimenticato, acquista improvvisamente un valore infinito e si traduce, per noi, in significativo presente, come se il tempo, da sempre considerato passeggero e penalizzante, fosse d'un tratto diventato eterno, gratificante. Ma sono pochi, pochissimi, a dire il vero, coloro che in tale momento di grazia hanno la consapevolezza di avere compiuto un miracolo dentro di sé, con le loro semplici forze.

Fra questi pochi includiamo, a nostro vedere, la presa di coscienza poetica di Roberta Degl'Innocenti la quale si inoltra, delicatamente, quasi in punta di piedi, nel labirinto inesplorato e impervio del proprio "Io", alla ricerca di spazi lasciati vuoti, di fiori rimasti in un angolo a profumare, d' intatti lembi di cielo che ancora splendono e ridono per chissà chi. La sua poesia vuol essere (appunto perché così tenera, intima, autobiografica) una simbolica sfida al silenzio che incombe sovrano su ciascuno di noi; un atto di ribellione alla vita che tutto ingoia e trasforma; un risoluto contrasto verbale con la mediocrità di tutti i giorni, per sublimare un'immagine, un'illusione, un'idea rimasta nella memoria a supplicare, come certi disegni espressivi o certe frasi ad effetto incise sulla scorza di un albero o sulla pietra di un muro.

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