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L’Azalea
Ibiskos Editrice, 1998

Dalla prefazione di Carmelo Mezzasalma.

Su questi venti del destino resta anche sospesa la forza narrativa di Roberta Degl’innocenti in questo accattivante, limpido, struggente libro di racconti dove l’anima dei personaggi si specchia tra il silenzio e un confuso dolore, tra l’amore per la vita e il suo ineludibile bilancio, tra il presentimento della morte e la resurrezione della speranza. Davvero ogni storia è un luogo di dolore, un giardino silenzioso che il tempo spoglia a poco a poco, ma la memoria che ne resta è una lunga iscrizione che lascia leggere i nomi della gioia di vivere e di esistere, dell’amore e della forza di crescere nell’amore.

I venti del destino non soffiano mai invano.

Dalla post-fazione di Giuliana Matthieu.

I racconti felicemente scanditi dalla persuasiva facilità dell’autrice di porsi davanti alle situazioni, riproducono, se vogliamo, la nitida realtà di una macchina fotografica, accessoriata però di sentimenti. (..) Flashes sedimentati dentro la cornea, nella parte meno accessibile della mente che, ad un particolare cenno di ricognizione sentimentale, saltano fuori come giocattoli a molla. Così su una leggera tessitura cromatica che nulla ha da invidiare all’impressionista, che non indulge mai in eccessivi esercizi retorici, né richiede aumentati perimetri descrittivi, si impianta il mondo delle costruite sulla corda emotiva del deja-vu.

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