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Roberta Degl'Innocenti

"Sono nata e vivo a Firenze da sempre e mi considero fortunata anche solo per questo. Il mio amore per la scrittura è nato nell’adolescenza, quando “divoravo” un libro dietro l’altro e da sola leggevo poesie ad alta voce. Quelle che mi parevano più belle le trascrivevo sui quaderni o sui diari, traducendole anche in inglese. Spesso ero triste e la scrittura mi aiutava. Del resto quando si è giovanissimi le sensazioni che si provano sono sempre estreme. Quindi, leggevo e scrivevo di tutto ma solo per me stessa e gli amici più cari. Dopo molti anni, con pause più o meno lunghe di creatività e di distrazione, finalmente, nel 1995, mi sono decisa, dopo aver vinto un concorso, a pubblicare il mio primo libro. Aveva, anzi ha un titolo di favola: Il Venditore di Palloncini e altre Storie. D’altronde quando si sogna tutto appare possibile. Il libro ebbe un buon successo di pubblico e di critica. Carmelo Mezzasalma si interessò della seconda edizione aggiungendo una nota critica e inserendolo nella collana che dirigeva per Ibiskos. Con questo primo libro fui ospite a Torino del Salone del Libro di Torino e alla Versiliana. Due esperienze molto diverse ma gratificanti.

Dopo un anno dalla prima pubblicazione Gaetano Quinci, dopo aver letto le mie poesie, mi convinse a pubblicare una silloge, progetto che si concretizzò con il gruppo dell’Accademia Vittorio Alfieri e il titolo Il Percorso. Nella scelta dei testi, visto che le poesie che avevo a disposizione erano tante e accoglievano periodi diversi, dall’adolescenza alla maturità, operai uno scempio buttando via tutto quello che non sarebbe andato a far parte del libro. Anzi, ricordo di avere conservato solo cinque poesie dell’adolescenza. Non mi sono mai pentita di quel gesto perché ritengo che qualsiasi forma di arte sia trasformazione e cambiamento continuo. Il libro ebbe successo sia per la poesia singola che come libro edito, per quest’ultimo ritirai due primi premi a Formia e a Pompei. Dopo due anni tornai alla narrativa con un nuovo libro di racconti molto diverso dal primo, perché affondava le sue radici nel reale, nel quotidiano. Il libro era nato in ricordo di una persona carissima (Pia Magherini) alla quale dedicai il racconto che raccoglieva la titolazione, appunto L’Azalea. Ancora con Ibikos ripetei l’esperienza del Salone del libro di Torino, nel 1998. Nei confronti di questo libro ho tutt’ora un complesso di colpa per averlo ingiustamente trascurato perché dal 1997 avevo iniziato i primi lavori di critica letteraria, sollecitata da poeti e scrittori. Un’esperienza che all’inizio mi creò ansia ma che portai avanti con grande passione. Quindi la mia vita si divideva fra famiglia, lavoro, scrittura personale e per gli altri. Insomma ero sempre in guerra con il tempo e la stanchezza si faceva sentire, ma ero solo all’inizio.

Nel 2000, complice un’estate nella quale il bisogno di scrivere poesia era divenuto un’urgenza imprescindibile, composi tutte d’un fiato le poesie del libro Colore di donna (Pietro Chegai) che, per anni, ho dichiarato pubblicamente come mio libro preferito. Mi ritrovavo, e mi ritrovo anche adesso, nei versi ”sono il guerriero/disarmato al vento/la musica che prega/e si consuma (vedi mio sito www.robertadeglinnocenti.net). Con “Colore di donna”, per il quale Giovanna Fozzer scrisse la prefazione, varcai i confini nazionali, vincendo un premio in Svizzera ed ero molto felice per le lettere al femminile, e non solo, che ricevevo da ogni parte d’Italia. Credo che la maggiore soddisfazione in fondo, per chi scrive, avvenga quando le persone si riconoscono nelle emozioni e negli intenti che hanno provocato la scrittura.

Dopo “Colore donna” nacque, sempre in un’estate fantastica, un libro di racconti dedicati alla donna, anzi alle Donne in fuga. Sei personaggi mi vennero a trovare sulla riva del fiume ed io non potei fare a meno di narrarne la storia. Enrico Nistri, giustamente scrisse nella sua introduzione al libro, che la fuga era dai peggiori mali del mondo e da e per se stesse. Il libro era piaciuto in modo particolare all’amico Alessandro Resti, psicanalista, con il quale, insieme alla poetessa ed amica Flora Gelli avevamo condotto un ciclo di conferenze atte a dimostrare la connessione fra poesia e psicologia. A lui affidai la prefazione e la pubblicazione si concretizzo con Sassoscritto. Il mio racconto preferito era, ed è tuttora, Esterina (una storia di follia) e ogni tanto ritorno sulla riva del fiume a ritrovare i miei personaggi. Con “Donne in fuga” vinsi il primo premio narrativa al Versilia 2003.

Nel frattempo continuavo a presentare autori, organizzare recital, spesso augurandomi, per la stanchezza, che fosse l’ultima volta, ma non ci sono mai riuscita, anzi devo dire che ho incrementato questa mia attività. Da circa tre anni sono socia del Centro d’Arte Modigliani, all’interno del quale faccio parte del Consiglio Direttivo, occupandomi della letteratura, e non solo, perché con i pittori ho un rapporto eccellente e da alcuni anni scrivo anche per la pittura.

Il ritorno improvviso alla poesia è stato una rabbia, una provocazione, quasi un tormento e vorrei dire anche un intrigo ed è sfociato nell’ultimo libro Un vestito di niente che ho pubblicato nel 2005, recentissimo quindi, e la prefazione molto bella di Paolo Ruffilli. Il libro è in corso di presentazioni ed ha già avuto diverse importanti recensioni. Che altro raccontare? Nel 2004 ho ideato e condotto al Teatro di Rifredi a Firenze un recital di grandi autori dal titolo “Estasi e suggestioni di vita e di morte” ed ho anche aderito ad un’iniziativa della casa editrice Bastogi per l’antologia “Slanci e partecipazione - 15 poetesse fiorentine”, curata dal critico Lia Bronzi. Soprattutto mi ha affascinato l’idea di essere insieme, ognuna con esperienze e modalità diverse di scrittura, ma insieme.

I luoghi fiorentini dove presento sono le Librerie, le Associazioni, il Centro d’Arte Modigliani e il Caffè Storico Letterario Giubbe Rosse. Nel mese di aprile 2005 ho organizzato un incontro con il Prof. Giorgio Bárberi Squarotti proprio alle Giubbe Rosse, presentandolo con Giuseppe Baldassarre e Massimo Mori. Da sette anni organizzo con Flora Gelli e Carlo Bini il Concorso Semaforo Rosso che accoglie anche le poesie dei giovanissimi.

A proposito, sono nata il 13 febbraio 1955 e per festeggiare il mezzo secolo ho fatto una grande festa agli Uffizi Center con un’anteprima del libro “Un vestito di niente” (che adesso nel mio cuore ha spodestato “Colore di donna”). La mia stagione creativa è l’estate (giugno/settembre) e per scrivere amo i luoghi aperti, in plein-air, come facevano gli impressionisti. Credo profondamente nell’amicizia, come uno dei valori massimi della vita. Chi mi vuole contattare può farlo al seguente indirizzo: robertadeglinnocenti@interfree.it, oppure visitando il mio sito www.robertadeglinnocenti.net

Ciao a tutti                Roberta

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