Servizi
Contatti

Eventi


L’opera in poesia

Un vestito di niente
Edizioni del Leone, 2005

Dalla prefazione di Paolo Ruffilli.

Rispetto ai modelli riconosciuti, come Luzi da una parte e Montale dall’altra, si compie qui un tragitto che, prendendo le distanze tanto dalla vene elegiaca dell’uno quanto dalla polpa di natura esistenziale dell’altro, porta a quella che definirei una sorta di cronaca magico-rituale delle cose e del mondo, giunta alla sistemazione delle immagini dopo essere passata al vaglio del “terzo occhio” che vuole tentare la pronuncia della “meraviglia celeste”. Con in più, rispetto alle prove precedenti una moltiplicazione di immagini luminose e scintillanti tenute insieme coerentemente da un sotterranea corrente musicale. La poesia di Roberta Degl’Innocenti è commisurata a regole precise, a canoni addirittura classici. Limpida, trasparente, lucidissima sul piano della forma ma densa e avviluppata in improvvisi nodi drammatici. Dove, a vincere, è la pace. In un bilanciamento, improvviso, di paura desiderio (binomio o aporia cari all’autrice di questi versi). La fuga del tempo, il defilarsi delle occasioni, la corsa in avanti e, in fondo, il dissolversi graduale della vita non hanno partita vinta in questa poesia, che appare consegnata alla consapevolezza dell’incontro paradossale tra l’eterno e il tempo, tra l’infinito e il finito, su una linea di confine che la morte non sembra in grado di violare. Movendo da una precisa esigenza interiore di comunicare agli altri la propria visione del mondo e delle cose, l’autrice costruisce i suoi rigorosi quadri, mirando a rappresentare il senso fascinoso della vita senza per questo rinunciare ad isolare i tagli, le fessure, gli scollamenti in cui si manifesta il vuoto che avvolge e insidia quella stessa vita.E’ l’aspetto originale di questa coincidenza degli opposti che fa sprigionare dalle sue limate superfici un’ansia assoluta di complicità di partecipazione al mondo e alla sorte degli uomini. L’effetto è una tenerezza espressa come eleganza di strutture, delicatezza di modi e di toni, flessibilità melodica, leggerezza di immagini. Come attraverso un vetro, però. E, dunque, non in cedimenti o in morbidezze formali. Ma in una purezza cristallina che pur partecipando, ha già fissato un suo distacco dal sentimento delle cose. Un vestito di niente si dichiara come il libro esemplare di Roberta Degl’Innocenti, il luogo di coagulo delle ragioni e dei modi al punto di essere il documento privilegiato che di sé e del proprio mondo l’autrice è disposta ad esibire.

Literary © 1997-2019 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza