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In conferenza, 1986

Archivio privato

Laureato in filosofia con pieni voti e lode all’università degli studi di Milano, diplomato in teologia all’università pontificia «S. Thomae in Urbe», abilitato all’insegnamento di filosofia e storia per i licei, di italiano e latino per i licei, di scienze umane, pedagogia e psicologia per gli istituti magistrali, di italiano, storia e geografia per gli istituti secondari di secondo grado, è stato ordinario liceale di lingua e letteratura italiana e latina, incaricato di filosofia ai Corsi integrativi dei licei artistici per l’ammissione all’università e professore a contratto presso il Dipartimento di filologia romanza dell’università degli studi di Milano.

All’attività didattica ha sempre affiancato la ricerca umanistica in storia del cristianesimo e in italianistica.

Dai primi anni ‘70 è stato collaboratore del professore di storia del cristianesimo all’università degli studi di Milano, Attilio Agnoletto, del quale ha revisionato sia opere firmate da lui stesso (Gli Istituti di perfezione maschile, in Storia di Milano, vol. XVIII, Il Novecento, t. II, 1996, con la notifica: “Un particolare ringraziamento al prof. Francesco di Ciaccia, archivista, per il suo prezioso e concreto contributo informativo”) o da lui curate (La Didaché. Lettura di un testo ebraico-cristiano del I secolo, 1991), sia opere inserite in Collane editoriali da lui dirette (L’antisemitismo L’ebreo come capro espiatorio, 1992, di Yves Chevalier).

Nell’ambito della storia del cristianesimo ha pubblicato i suoi primi scritti, come traduzioni dal latino, in opere curate da Attilio Agnoletto (Testimonianze biografiche; Lutero come traduttore; Dagli scritti sulla guerra dei contadini, in Attilio Agnoletto, Lutero. La vita il pensiero le opere, 1974; Loci praecipui theologici etc; Historiae quaedam, in Attilio Agnoletto, Melantone. Scritti religiosi e politici, 1981; Dalle “Declamationes sive orationes” di Filippo Melantone), ma già aveva collaborato alla Grande Enciclopedia De Agostini con centinaia di voci di storia del cristianesimo (1974-1976). Tra il 1990 e il 1999 ha firmato voci per alcuni volumi del Dizionario della Chiesa Ambrosiana.

Ha pubblicato opere sul francescanesimo manzoniano, tra cui Gli umili ne I promessi sposi, 1984 (Primo Premio «Città di Alanno», Amministrazione Provinciale Pescara, per la critica letteraria, nel 1986, e Premio Accademia Ligure-Apuana «Ceccardiana», per la saggistica, nel 1985); La parola e il silenzio. Peste, carestia ed eros nel romanzo manzoniano, 1987, e Umiltà e francescanità ne “I promessi sposi”, 1987 (Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la critica, nel 1988, e Primo Premio “Nazareno”, nel 1989). Avendo esordito, negli anni ’80, come francescanista, nel 2003-2005 si è di nuovo occupato di francescanesimo con pubblicazioni dal taglio o critico-divulgativo (Chiara d’Assisi, una donna che non voleva morire, 2003; Il Cantico di “frate Sole” di Francesco d’Assisi, 2004; La «storia» di Jacopa e Francesco d’Assisi, 2004; La pace “pubblica” secondo Francesco d’Assisi, 2004; «Ritratti» di Francesco d’Assisi, l’uomo e il serafico, 2004; Dante e san Francesco, 2004, ecc.) o narrativo-documentaristico (Racconti storici di un’altra storia. Fioretti cappuccini, 2004; I quadri donati da Gabriele d’Annunzio ai frati minori cappuccini, 2004; D’Annunzio e la xilografia lauretana di Guido Marussig, 2004, ecc.) o narrativo-letterario (I personaggi cappuccini ne “I promessi sposi”. Racconti letterari, 2004, ecc.).

La sua peculiarità nell’ambito degli studi francescani è stata individuata pubblicamente da critici accademici e recensori specialistici (tra gli altri, da Umberto Bosco, però con lettera autografa, al momento conservata presso l’Archivio Provinciale Cappuccini Lombardi) nella connessione del mondo francescano con la dimensione letteraria, sia all’interno degli scritti di Francesco d’Assisi (Il “Saluto alla Vergine” e la pietà mariana di Francesco d’Assisi, 1982; Dalla parte delle creature, “cun grande umilitate”, 1982), sia nel rapporto di altri letterati con l’universo francescano (La francescanità delle laudi jacoponiane sull’Assisiate, 1983, Umiltà e morte nel “Frate Francesco” carducciano, 1982). Il medesimo orientamento è stato mantenuto nella trattazione di altri autori (Aspetti della devozione mariana nei Laudari duecenteschi, 1985; Il messaggio universale della devozione mariana: “A la beatissima Vergine di Loreto”, 1985; Teologia ed esistenza nella Canzone “Vergine bella” di F. Petrarca, 1986, ecc.). Tale metodologia è stata resa nota a studiosi dell’università di Helsinki, per tramite di Umberto Bosco.

Ha scritto opere anche biografiche sul Leopardi (Le donne nella vita di Leopardi e la sua teoria dell’amore, 1985) e sul D’Annunzio (D’Annunzio e le donne al Vittoriale. Corrispondenza inedita con l’infermiera privata Giuditta Franzoni, con presentazione del professore Pietro Gibellini, 1996), per le quali ha ricevuto il Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la narrativa, nel 2000.

Come direttore della Collana «Testi» dell’Editrice Terziaria, ha curato e commentato alcune opere e ne ha compiuto la prima traduzione dal latino (Giovan Pietro Arluno, La peste, 1999; Jost von Meggen, Pellegrinaggio a Gerusalemme. Avventure di viaggio per mare e a cavallo di un gentiluomo svizzero del Cinquecento, 1999; Federico Borromeo, Manifestazioni demoniache, 2001 e 2012; Buonafede Vitali “L’Anonimo”, Il medico di piazza ovvero Elogio dell’empiria. Raccolta di vari ma sicuri secreti, 2002). Ha editato per Bulzoni-Biblioteca Ambrosiana le opere di Federico Borromeo Paralella cosmographica de sede et apparitionibus daemonum, 2006 e De cognitionibus quas habent daemones, 2009, proseguendo con criterio filologico l’interesse espresso al riguardo con il volume divulgativo Da Dio a Satana. L’opera di Federico Borromeo sul “Misticismo vero e falso delle donne”, 1988 (per cui ha ricevuto il Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio dei ministri per la critica letteraria, nel 1988, il Primo Premio “Minturnae”, nel 1990 e il Primo Premio “Santa Margherita Ligure”, nel 1990).

Ha pubblicato diversi libri di supporto scolastico e per Edizioni Universitarie Bignami (1980-1984 e 1987-1999), all’epoca molto diffusi. Ha redatto introduzioni o prefazioni di molte opere letterarie e di opere saggistiche.

La sua attività di recensore, sia in Riviste di studio, sia in Riviste giornalistiche, è stata molto intensa, con diverse centinaia di testi, molti dei quali di estensione e metodologia saggistiche.

Ha svolto, in varie e diversificate sedi, conferenze di studio – sia a livello universitario o con relatori accademici, sia a livello divulgativo – e presentazioni di libri.

Ha proposto una ricerca etimologico-glottologica in supporto al Dizionario operativo per il criminologo di Gianvittorio Pisapia (2005) e poi ha offerto un Contributo etimologico e glottologico per la terza edizione del Manuale operativo di criminologia del medesimo Autore (2013).

Ha poi raccolto in volume, con criterio tematico, le conferenze svolte nel corso dei decenni, realizzando un’opera che di fatto costituisce un saggio articolato su più problematiche: Lo spirito e la carne. Conferenze e discorsi pubblici, 2014. Nel 2016 ha pubblicato un piccolo libro, soprattutto fotografico, dal titolo Mani sacerdotali, inserito nel filone di studi sulle “mani che narrano” iniziato dal criminologo professor Gianvittorio Pisapia. Nel 2017 ha riproposto quella che mi piace defininire piccola enciclopedia sui temi francescani in Gabriele D’Annunzio, L’immaginario francescano in Gabriele D’Annunzio, con prefazione del professore Giulio Cipollone, emerito dell’Università Gregoriana. Nel 2018 ha esposto in un saggio, Un “sospetto” di Antonio Stoppani riguardo alle fonti manzoniane, la causa per cui gli studiosi del Manzoni non riuscivano a trovare le fonti archivistiche cappuccine sulla peste del 1630, pur accennate nel romanzo manzoniano. Nel 2019 è tornato alla poesia, semplicemente con una selezione di suoi testi.

In campo giornalistico si è occupato di critica sociale e di costume con racconti surrealistici, mentre per l’informazione giornalistica si è dedicato al mondo scolastico. Tutte le testate non sussistono, compresa la benemerita La notte, di Milano.

La “scheda di autorità”, stilata dalla Biblioteca Nazionale di Firenze, gli attribuisce, in primo luogo fra le altre, la qualifica di “poeta”. Ciò è dovuto al fatto che la sua prima opera risultante nel Servizio Bibliotecario Nazionale consisteva in un libro di poesie; e tuttavia, pur non praticando il genere poetico come attività scrittoria preponderante, l’autore ha ottenuto anche premi letterari per singole poesie, tra cui il Premio Città di Moretta, nel 1988, segnalato dall’Agenzia di Stampa Quotidiana dell’Academia Gentium «Pro Pace», Roma, 1 settembre 1988.

Archivio privato

2013

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