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Addio monti di gioia

in: «Ceccardiana ‘87»,
Accademia Ligure Apuana «Ceccardo Roccatagliata Ceccardi»,
Edizioni Zappa, Sarzana, p. 26.

La terra è quasi una tomba,
la morte sarebbe un regalo;
chi vive è un cadavere che sfugge al domani.
La vita non ha risparmiato
il sogno nato nell'alba pulita, tra monti
d'un borgo ignorato. Ma
chi ci ha fatto arrivare fin qui non lasciava
tregua ai nostri pensieri
lacerati,
al luogo straniero, alla notte che assale
in agguato, né quando corremmo per strade infossate
e dicemmo, sul lago senza confini:
Addio monti di gioia
dove serbò un amore infallibile il silenzio
dell'animo, chiesa tra i campi e case sparse d'intorno,
dove dicesti sperando: la tua volontà faccio mia... addio
casa abbattuta con mani
tagliate:
il tempo ha spezzato anche i fili
che neppure la vita rompe mai totalmente. Ma
chi allora ci dava speranza
è per tutto: nel gelo che
screpola
le mani e le fa sanguinare. E chi ci da
la speranza in questa speranza
fallita?
Chi ci ha custodite finora
ci custodirà ancora per sempre.

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