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(Poesia senza titolo)

in: «Gli artisti del giorno»,
anno IV, n. 2 – Marzo-Maggio 1986, p. 9.

Sugli umidi sassi dei monti,
nelle grotte nascoste, col capo
sulla ruvida pietra, sentivi
la forza del mondo:
il cuore dell’uomo è una roccia infangata.
Colui era là senza ascolto
nei grandi negozi di Assisi,
era fra l’umida terra,
la testa sulla roccia felpata di muschio,
fra le gocce di pioggia:
un pianto che purifica il cuore.
Conversava con te nel silenzio,
sussulto era il giorno che entrava a fatica
nel folto del buio,
la luce bruciava i tuoi occhi
malati, e non solo di pianto.
Conversava con te
il forte silenzio della selva appena frusciante,
l’uccello che invoca il raggio del sole
e cerca un insetto pei suoi,
e vola non pensando al domani:
il domani rinasce dal sole.
La cima del poggio, lontano,
vedeva il tuo cuore: il tuo sogno arrivava laggiù.
Dall’atrio umidiccio
sentivi parole lontane: i sogni non finivano lì.
Era il sogno di Spello ubriaca di vento e di sole,
il dirupo che cala come a volo di falco.
La notte non ha primavera: le gemme
nasconde la notte, l’allodola
tace fino al mattino. Sentivi
di notte il rumore accennato dei rivoli,
che scavano anche la pietra,
stille che hanno consunto i tuoi sassi:
la vita
nel palpito di tutti i silenzi
che parlano voci profonde di vero.

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