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Note critiche a
La parola alta e muta

Francesco Boneschi

In questa sua ultima silloge l’autore sabino prova all’estremo che la buona poesia à confessione sincera, mutazione del mondo che geme dentro. Egli, malinconico per costituzione, esprime scrivendo il suo sentire di creatura: “L’uomo corre assetato | per i deserti dell’acqua. | dentro gli trema un uccello | di tristezza e d’eterno”.
E ancora: “ La pioggia di grigio | a un tratto alza sui campi | l’arcobaleno”.
Di Mario appartiene a quella fauna di vivi che cantano per non morire.

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