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Testimonianze sull'attività poetica

Tullio d'Aspro
nell'antologia Poesia italiana, 1966

Riecheggia in questo poeta giovane l’amara accettazione inesplicabile dei “poètes maudits”, ma il discorso è più pacato, la ribellione meno assoluta. La sua lirica è tuttavia un chiuso gomitolo che forse le vicende della vita dipaneranno pian piano, o forse arrufferanno in un intrico non facilmente penetrabile. Mette conto di seguire, con attesa fiduciosa, un’evoluzione ( o forse una involuzione?) che può avere foci imprevedibili.


Bino Rebellato

Gentile Signor Di Mario,
riferendomi alla Sua concezione dell’esistenza come apparenza del divenire ho effettivamente notato come in quasi tutte le Sue liriche si manifesti quel senso d’angoscia, quell’irrimediabilità fatale di una realtà che impedisce di essere se stessi, di mantenere una posizione che si credeva conquistata: ne deriva quel tono generale di insofferenza, quella ribellione impotente che dà al verso una sua forma particolarissima, impostata su una misura aspra, ricco di cesure e di contrasti violenti.


Vittorio Rossi

Caro Di Mario,
Grazie. Ho letto con piacere. Ricevo continuamente libri di poesia; e rarissimamente ne ho godimento. Lei maneggia gli aggettivi e le antitesi con una scaltrezza ammirabile, come pietre preziose. Un buon augurio e un saluto cordialissimo dal suo...


Valerio Tombari

Caro Di Mario,
grazie delle sua gentilissima e dei versi che, indubbiamente, riflettono uno stato d'animo “poetico” con sincerità assoluta. Auguri affettuosi dal Suo...

Grazie del Suo libro che sto leggendo con curiosità e interesse là dove – abituato alla lirica tradizionale e nuovo alla nuova – non tutto mi è chiaro. Con la buona Pasqua passata e avvenire.


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