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Postfazione dell'autore a
Farfalle d'autunno
Farfalle d'autunno non è né
un racconto, né un romanzo, Dell'uno manca la necessaria
concisione e dell'altro non vi è sufficiente contenuto.
Chiamiamolo, se lo desideriamo, un "racconto-romanzo". Personalmente mi
è comunque congeniale definirlo racconto.
Di questo racconto si potrebbe essere tentati a
dedurne una "trilogia della morte". La trilogia si caratterizzerebbe da:
1° lo sterminio degli uccelli nelle
valli; 2° la vedovanza della protagonista; 3°
la morte dei due giovani, Marco ed Angelo. E la trilogia
non guasterebbe l'intreccio del racconto... sempreché le
sue possibili tre parti non fossero considerate per se stesse.
Più opportunanzente Farfalle d'autunno, pur
incarnarido i presupposti, del tutto casuali, della trilogia, è
un racconto "compatto"; sviluppato in una trama univoca. Il
paesaggio vallivo lagunare, pur con le sue carneficine di selvaggina,
è il naturale supporto della
trama, la cornice della narrazione. E' un paesaggio che
congloba i dintorni agresti di tradizione contadina associandoli alle
sfumature marinaresche della laguna veneziana.
L'ipotetica seconda parte delta trilogia, la rnorte del marito
di Lucia, non è altro che
un'integrazione descrittiva della protagonista,
che pone più marcatamente in
risalto, a bell'apposta, la sua fatale esistenza. Quanto
al possibile terzo elemento drammatico della trilogia, ossia la morte dei due
ragazzini, è invece la conclusions del racconto, inteso
nella sua solidita. E' 1'ultima sequenza, pertinente, non discontinua dalla
strutturazione della vicenda narrata.
Farfalle d'autunno, dunque, piuttosto che una
trilogia della rnorte è una composita
allegoria della morte con un orizzonte escatologico
che riduce la rnorte stessa a semplicistico evento.
Cosicché gli effetti luttuosi ed afflittivi della morte,
ancorché in un'inesorabile sequela, risultino
ridimensionati, più accettabili.
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autore |
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