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La luce, il sogno ed il tutto
prefazione a
Fotoni
Gabriele Turola
Di fronte all'incertezza e alla labilità della vita, simile ad un sogno che
perdura di giorno e di notte e che si prolunga nella veglia (la
vita è sogno, come indica il titolo del dramma filosofico di Pedro
Calderon de la Barca), l'unica verità che ci è dato
cogliere ed appurare e la percezione di bagliori intermittenti, di flash
psicologici, illuminazioni metafisiche che permettono di ricostruire la realtà
globale, il mistero del grande Tutto, attraverso frammenti, attraverso le
tessere che compongono un infinito mosaico e che Emilio Diedo definisce
fotoni. Nella poesia di Emilio Diedo queste particelle elementari di energia
luminosa, elevate ad emblema dell'esistenza stessa, assumono la forma di
epigrammi, a volte arguti e mordaci, a volte tesi ad abbozzare lievi e leggiadre
immagini, proprio per evitare ogni linguaggio prolisso e retorico, per cogliere
nel segno con un colpo preciso di freccia.
Quando apriamo gli occhi al mattino ci possiamo chiedere se il risveglio
costituisca un "continuum" di vita che riprende le fila allacciate dalla mente
allorché cadiamo nelle braccia di Morfeo,e se l'esistenza
sia quella sognata durante il sonno notturno o quella "toccata
con mano" alla luce del giorno. Qualunque sia la risposta a questo
quesito, constatiamo che al mattino possiamo riprendere una parte di vita del
giorno prima, immedesimandoci nel pensiero pensante, grazie al quale il Tutto ci
appare come una luce composta di bagliori psichici, che Diedo traduce
appropriatamente in epigrammi.
Nelle poesie di Diedo è la luce interiore che
conferisce un significato alle cose, aiutandoci a vivere, procurandoci benessere
fisico e spirituale. Se nei suoi libri precedenti, Mea culpa
e Farfalle d'autunno, l'autore ha esplorato le
zone d'ombra in cui è facile smarrirsi, ora sembra
volgere lo sguardo alla sorgente della luce. Dopo la discesa nel mondo
sotterraneo dell'inconscio, ora risale alla superficie della conoscenza umana.
Dopo le riflessioni crepuscolari sulla morte, Diedo, senza rinunciare a
tematiche escatologiche e a considerazioni filosofiche a lui care, ora, con Fotoni,
riscopre la dimensione ludica e solare, dà vita ad una
pura musica di parole, ricostruisce calembours liricamente evocativi, parolibere
futuriste talora, tesse una trama di significati precisi,
proprio per dimostrare che la poesia va letta come un percorso iniziatico, un
viaggio avventuroso nei paesaggi dell'anima.
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autore |
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