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Poesie da
Ci vestiremo di versi
2000

Ci vestiremo di versi

Resteranno le mie parole
quando non ci vedremo più.

Brilleranno al sole
come i miei capelli,
che non potrai accarezzare.

Rosse fiammelle
nel buio che ci dividerà,
rosse azzurre, fresche,
per l’arsura di un bacio impossibile.

Nei freddi risvegli
e negli opachi tramonti
i ritmi creati per te
saranno morbido mantello,
talismano da stringere,
nenia consolatrice.

Ci vestiremo di versi
come di carezze
e per una volta ancora
la poesia si farà amore
e ci salverà.

° ° °

Il dolore

Niente, come il dolore,
ti scolpisce dentro
e scava rughe di saggezza
sulla pelle dell’anima.

E’ lampo che illumina,
specchio impietoso,
esercizio per casa dopo la teoria,
essere o non essere,
verifica totale
che a volte ti diploma.

Il componimento è stato pubblicato nella rivista “Poesia”, n. 184, aprile 2004.

° ° °

Tutte le parole d'amore

Tutte le parole d’amore
suonate e cantate
che sempre ho sentito,
esagerate e belle,
tutte le parole d’amore
degli artisti e poeti
innamorati e pazzi

solo ora,
per te,
le sento
e le vivo,
vere e violente,

risuonano e cantano
dentro di me,
orchestra e storia
del nostro amore,
tutte le parole d’amore.

° ° °

Vola poesia

Vola poesia,
anche con le ali stanche,
anche nella nebbia e nella notte,

vola poesia,
come un inno,
come una preghiera,
come un regalo inatteso,
le tue parole
come un motore,
i tuoi versi
come un’orchestra,

vola poesia,
per tutti,
anche per chi non ti cerca
o non ti crede,
vola poesia,
come un gabbiano,
come una preda inseguita,

vola poesia,
cadi come una pioggia sottile,
come un uragano,
una neve bianca
che tutto purifica
e lava e protegge,

vola poesia,
per qualcuno
sempre sarai
la goccia di pace
e di luce.

° ° °

A mio padre

Ti vado cercando, padre,
negli occhi di chi rimane
e ti somiglia: persone che hanno
la stessa tua calma coerenza,
lo stesso caparbio sorriso.

Ma soprattutto ti trovo
dentro di me:
affiori come il lievito
della mia parte migliore,
tu, contestato e messo a volte
in minoranza, così triste forse
dietro il tuo volto pacioso,
tenero e schivo perfino
nel tuo raro, ma durissimo, adirarti.

E allora morto non sei
se si placa l’angoscia
delle tue mani grandi
ormai inghiottite e disfatte,
del contatto negato
dal muro di marmo.

Stringo il tuo ricordo, padre,
abbraccio
l’eredità del tuo esempio.

Poesia 1a classificata al Premio di Poesia Inedita “Marco Tanzi” 1998 (Presidente di Giuria Vittorio Vettori
e pubblicata in “A mio Padre – L’amore filiale nelle più belle poesie della letteratura italiana”, a cura di Luciano Luisi, Newton Compton, 2006.

° ° °

Alla II B

Chi sa se mai saprò dirvi
quanto silenziosamente vi amo,
volti di nuvola rosa
chini sul compito in classe.

Innocenza si legge
nel broncio che corruga la fronte
e la malizia che sfiora
a tratti il sorriso
si perde nell’onda
ingenua degli occhi.

Panorama di sguardi
rivolti alla cattedra,
a me che mi perdo
a pensarvi già grandi,
consapevoli ormai della vita,
e a sperare che qualcosa
si incida, di me e della scuola,
nella corteccia del cuore
e la renda più forte e fruttuosa.

Poppi, marzo 1985

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