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Poesie da
Dal fondo dei fati
2005

Vita ghermita

Ad Antonio Ligabue

La vita ghermita
rigogliosa di linfa
penetrata di vento e colore

la vita segreta
martoriata
tradita
la vita inseguita
la lotta violenta

la vita incantata
sfumata
farfalla stregata

la vita violata
accesa di cieli
di steli
di erbe infinite
da mostri accerchiata
da artigli graffiata

la vita negata
e rinata
la vita cercata
ritratta e fermata.

° ° °

Ai racconti dei padri

Ti vorrei avere ancora qui a raccontarmi
la guerra e la lunga prigionia
e sentire come un romanzo la tua vita
di quando orfano rimanesti a sedici anni
con sei fratelli e tu, il più grande,
per loro fosti il padre che non c’era.

Come mi appare grande ora la tua vita
e riecheggiano dentro le passioni
che tu pacato raccontando mi esprimevi:
l’amore per Arezzo e le sue antiche strade,
tortuose vicende di parenti,
il rispetto dovuto alla famiglia
e all’altrui dolore, anche se incompreso,
mai da giudicare con rigore.

Vorrei averti ancora qui a rievocare
la vita tua intrecciata con la grande storia:
ti ascolterei come bambina che non fui
e forse sentirei allentare,
dalla saggezza gioiosa della voce,
la tristezza che annoda risposte non risolte.

Poesia è stata pubblicata in
F. Manescalchi, Poesia del Novecento in Toscana, Firenze, 2009, pag.430.

° ° °

Finché ci sarà una nota

A Nicola Piovani

Finché ci sarà una nota,
una sola,
a catturare e disegnare l’aria,

finché la pelle avrà brividi di note
a scivolarle addosso
rovesciando come guanto il cuore,

finché una nota sarà la mongolfiera
che libera e solleva l’emozione

e una dolce agognata fantasia
saranno i suoni che tu saprai inventare
in un crescere e salire di armonie,

finché battito e sangue sarai,
onda di pause e di ritmi
che senza parole raccontano la vita,


tu, musica,
sarai
antica e nuova lingua
per noi.

La poesia è stata scritta il 17 febbraio 2003, ad Arezzo, Teatro Petrarca, durante le esecuzioni musicali del Maestro Nicola Piovani e della sua orchestra nello spettacolo “Concerto Fotogramma“ ed esposta nella mostra “La Musica e Arezzo”, Arezzo, Circolo Artistico, 27 aprile-30 maggio 2012.

° ° °

La casa inghiottita

Finisce qui la storia di una casa:
in questo disfare di armadi
e denudarsi di stanze
in questa dispersione di oggetti
e ognuno sussurra ricordi.

Scoprire che siamo,
o meglio eravamo,
anche un quadro, una sedia,
uno scorcio di sole
dall’angolo di quella finestra.

La casa pian piano spoliata
imbustata scomposta e svuotata

la casa inghiottita.

Poesia premiata con la “Segnalazione d’Onore” al Premio Firenze 2002 e pubblicata in
F. Manescalchi, Poesia del Novecento in Toscana, Firenze, 2009, pag. 425.

° ° °

Natale al mare

E’ un natale strano, questo,
al mare: grigiastra l’acqua,
senza bagliori il cielo,
ma al fondo, quanto azzurro nascosto...

Eppure si addice a quest’ora sospesa,
a questo amore che non vuole spegnersi,
in un’intermittenza di luci tra noi,
come un albero di Natale
carico di promesse e di doni
che non sappiamo aprire.

Ancora e sempre le onde si infrangono,
lievi e forti, sfidando la terra
ad un abbraccio, invocato e invincibile.

Cenere bellissima
è la spiaggia deserta:
granelli come di vita,
da camminarci sopra
a piedi nudi,
cercando radici,
respirando il salmastro,
fissando l’unica barca avventurosa
e il gabbiano che sfiora,
con un affondo libero,
il profilo del porto.

Finalista al Premio “Giancarlo Galliani” 2002.
1a classificata al Premio “Sandra Quaglierini” 2001 di Pontedera (presidente di giuria Dino Carlesi) e al Premio “Città di Rufina” 2003. Finalista al premio “Città di Corciano” 2003 (Presidente di Giuria Valerio Magrelli)

° ° °

Quarto anniversario

Serenità pensosa a volte
palpita i miei giorni,
mi aiuta a dipanarli
accende i gesti di bagliori
smussa la spina del rimpianto,

pur nel distacco da te,
pure nel quasi vuoto
in cui si affaccia il tempo.

Sento che c’è una linea che ci unisce,
un filo siderale oltre la vita
e tu sei qui, presente al mio respiro.

Accolgo come un fioretto,
come una sosta di Via crucis
il non vederti,
scorro il rosario dei ricordi,
accendo, come bambina,
una candela.

Poesia 3a classificata al Premio Internazione “Il Molinello” 2003 (Presidente Mario Luzi)

autore
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