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dalla plaquette
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Porte di terra dormo, doors Porte di terra veglio, puertas |
(Sia pace a Jim)* (Sia pace a Federico)** * Jim Morrison (1943-1971), leader del gruppo rock "The
Doors"
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I
sleep earthen doors, doors I
watch over earthen doors, puertas |
(Rest in peace, Jim)* (Rest in peace, Federico)** * Jim Morrison (1943-1971), leader of rock group "The Doors" |
E mentre esci dal bar
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E mentre esci dal
bar Pensare alla
parola Era solo metà del
cammino |
Si fa più luce Ecco la mappa Ancora attesa |
Policlicici idrocarburi aromatici
E non sapevo di
scoprire amici
antichi
nel sotterraneo
andare
aspirando
piccole grida di
benzene
tra scie inerti
d’azoto
Il poeta sa
riconoscere - si dice -
il senso riposto
delle cose
Ma queste sono
voci
di cellule
remote, dissepolte
da mari antichi
animule larvate
di petrolio
policiclici
idrocarburi aromatici
riconoscibili
dallo spettro di
riga
(giungono in
riga
le grida degli
spettri)
Chiedono
la loro antica
pace subcrostale
o solo mescolarsi
– polvere nel
respiro –
farsi nostro
corpo
aderendo perfino
alla suola delle
scarpe
compagni, un
passo dopo l’altro
al nostro viaggio
d’impolverimento
Unirci
tutti questi
occhi primordiali
È il mare
antico
comune abbraccio nello
smarrimento
Ragno in goccia d'ambra
Se è vero
che la parola vera
nasce dal silenzio
voglio tacere. Fino
ad un silenzio
compulsivo
Dopo
Dopo lo sperpero
dei segni, dopo
la purificazione
delle stanze, spenta
l’ultima
scintilla sullo schermo
soltanto pietre
da interrogare
Dure. Dure come
irremovibili
speranze. Dure
come disperazioni
Scoprire
l’atteggiarsi possibile
della mia bocca a
grido
nel contagio
dell’ambra che rafferma
un minimo urlo di
Munch
Era
viva stella tra i
rami
immobile nel
possesso della ragnatela
signore
dell’equilibrio nella fragilità
stratega del
fulmineo, fulminato
Urlo nel tuo
silenzio, taccio
nel tuo grido,
ragno in goccia d’ambra
La mia parte d'Oriente
Sotto la pensilina
profumo di tempio
Lei porcellana immobile
distante
distante un mare
distante
un mare del
Giappone
inondata
dalle sue pieghe
mongole
petalo sottile
tra i rami di un
haiku
Anche in occidente
si reputa
sconveniente
per una ragazza
prolungare lo
sguardo per strada
su un viso
sconosciuto
oltre il flash d’una sillaba
Eppure sotto la
pensilina
ho avvertito
per un solo attimo
obliquo
piegarsi le sbarre
del mondo
penetrare nella mia
una pupilla di seta
mi cercava
– luna dietro le
nuvole –
cercava
la mia parte
d’oriente
Solo accostarmi, io
nube confusa
ansia di loto
senza sovrappormi
Offrirti le mie
figurine immobili
Emily, Simone,
Cristina, Amelia
La polpa del mio
loto
in cambio
del tuo biancore
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| Annamaria Ferramosca | |
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