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dalla plaquette
Porte di terra dormo, 2001

Porte di terra dormo

Porte di terra dormo, doors
coperta di giardini
dal petto si sollevano
zolle come respiri
mi fioriscono visi
Sotto l’unica luna
lunadiboscolunadisavana

Porte di terra veglio, puertas
inquieta per possibili domini
per l’odore di grida
or-gasmi di potere
segni di vuoto or-rendi
se ancora così nudi
l’eco resta soltanto: or
Sillaba, per cui tutto è commesso
lucidamente

(Sia pace a Jim)*
Musica
impasto vivo
d’anime
geografiche ondate
Sotto l’unica luna d’erica e geranio
musicanerabianca

(Sia pace a Federico)**
Può accadere
che la fertile terra
ansimando
sia desertificata
senza più nome
Or, oro
metallica
macchia

* Jim Morrison (1943-1971), leader del gruppo rock "The Doors"
** Federico Garcia Lorca

 

I sleep earthen doors, doors
covered with gardens
from my chest rise
clods like breaths
faces blossom for me
Under the one moon
woodmoonsavannamoon

I watch over earthen doors, puertas
restless for likely masteries
for the smell of cries
orgasms go-verning
go-ry signs of emptiness
even if it is still so bare
all that remains is an echo: go
A syllable for which anything can be
perpetrated with a lucid mind

(Rest in peace, Jim)*
Music
live dough
of souls
geographic waves
of heather and geraniums
blackwhitemusic

(Rest in peace, Federico)**
It could happen that
the fertile earth
panting
would be turned into a desert
with no name
Go, gold
metallic
taint

* Jim Morrison (1943-1971), leader of rock group "The Doors"
** Federico Garcia Lorca

E mentre esci dal bar

E mentre esci dal bar
addenti le parole
Lo scatto della fronte
sprofonda dentro la mia terra
dentro un progetto di leggero vivere
scrollando temporali
con la pazienza dell’arcobaleno
a curvarsi negli anni
a contemplare i ritorni
noi sbalorditi d’assenza  

Pensare alla parola
pensare alla sua cura
goccia che sfugge
sull’orlo della pietra
si dissolve
un po’ evaporando
un po’ scivolando al di sotto

Era solo metà del cammino
silenzio semiloquace
semimuta parola
fino all’intero
Luce bianca

Si fa più luce
a stupirmi
tocco di corde
a dispiegarsi
piano
piano e forte
mio cielo
in dissolvenza
archi e tempeste
Il silenzio

Ecco la mappa
Il senso
lucente
Da secoli
la cercavo
metafisica
subcoscienza

Ancora attesa
ancora
un’altra notte
L’alba
quando ti raggiungo

Policlicici idrocarburi aromatici

E non sapevo di scoprire amici
antichi
nel sotterraneo andare
aspirando
piccole grida di benzene
tra scie inerti d’azoto
Il poeta sa riconoscere - si dice -
il senso riposto delle cose

Ma queste sono voci
di cellule remote, dissepolte
da mari antichi
animule larvate di petrolio
policiclici idrocarburi aromatici
riconoscibili
dallo spettro di riga
(giungono in riga
le grida degli spettri)

Chiedono
la loro antica pace subcrostale
o solo mescolarsi
– polvere nel respiro –
farsi nostro corpo
aderendo perfino
alla suola delle scarpe
compagni, un passo dopo l’altro
al nostro viaggio d’impolverimento

Unirci
tutti questi occhi primordiali
È il mare antico
comune abbraccio nello smarrimento

Ragno in goccia d'ambra

Se è vero
che la parola vera nasce dal silenzio
voglio tacere. Fino
ad un silenzio compulsivo
Dopo
Dopo lo sperpero dei segni, dopo
la purificazione delle stanze, spenta         
l’ultima scintilla sullo schermo
soltanto pietre
da interrogare

Dure. Dure come irremovibili
speranze. Dure
come disperazioni
Scoprire l’atteggiarsi possibile
della mia bocca a grido
nel contagio dell’ambra che rafferma
un minimo urlo di Munch

Era
viva stella tra i rami
immobile nel possesso della ragnatela
signore dell’equilibrio nella fragilità
stratega del fulmineo, fulminato
Urlo nel tuo silenzio, taccio
nel tuo grido,
                   ragno in goccia d’ambra

La mia parte d'Oriente

Sotto la pensilina
                          profumo di tempio
Lei  porcellana immobile
                                      distante
distante un mare
                          distante
un mare del Giappone
                                  inondata
dalle sue pieghe mongole
petalo sottile
tra i rami di un haiku

Anche in occidente
si reputa sconveniente
per una ragazza
prolungare lo sguardo per strada
su un viso sconosciuto
oltre il flash  d’una sillaba

Eppure sotto la pensilina
                                     ho avvertito
per un solo attimo obliquo
piegarsi le sbarre del mondo
penetrare nella mia
una pupilla di seta
                           mi cercava
– luna dietro le nuvole –
                                 cercava 
la mia parte d’oriente

Solo accostarmi, io nube confusa
                                                    ansia di loto
senza sovrappormi
Offrirti le mie figurine immobili
Emily, Simone, Cristina, Amelia
La polpa del mio loto
                                 in cambio
                                               del tuo biancore

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Annamaria Ferramosca
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