da Curve di livello, 2006
Mediterraneo
Marina Serra. Assalto*
di un’alba nitida, capace
di spingere i monti d’Albania
fin qui, sotto il balcone
Posso toccarli quasi
fianchi verdi e radici
intrecciate alle mie
Da costa a costa
scintillano di senso le
correnti
lu rusciu de lu mare*
canta in mediterraneo
Potevo essere nata su quei
monti
e mia madre avermi lavata nel
canale d’Otranto
nutrita con zuppa d’alghe e
filastrocche di Lushnje
potevo trovarmi in quella
barca
così traboccante di speranza
che i fianchi non reggevano al
rimorso
Mi trovo in quella barca, sono
albanese, pure
messapicagrecaegizialibica
il mio sangue è incontro
d’onde
paziente e antico
(continua a mescolare
questo inascoltato mare)
* località sulla costa
adriatica del Salento
* sciabordìo del mare (dialetto salentino)
Ancora siano i segni
Ancora siano i segni sulle rocce
a dischiudere il tempo
profili di guerrieri e bisonti
in corsa, sotto un piccolo sole
in forma di stella
ansanti
per chilometri brillanti di pioggia
profili di automobilisti e tir
sommersi da onde radio
vibra
un dolmen poco lontano
con forza immobile
convoca mani e rami
Tre pietre
– minima famiglia sfuggita al diluvio –
in silenzio guardarle nella notte
accostando l’orecchio al tronco dell’ulivo
sentirsi roccia linfa voce
arca approdata e fusa in terra
Ancora siano i segni sulle pagine
a traghettare il tempo: lontanissimi
lembi di cielo pulsanti sulle onde
inondano lo schermo, si raggiungono
Dammi parole dunque, e segni
piangi sulla mia spalla, o ridi
offrimi le scene della gioia
incontrami
prima che si diradi la foresta
prima che accada il nero errore
prima dell’ultima risata
(la ruota della terra
è il suo continuo ridere, convulso)
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