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Note critiche a
Il versante vero, 1999

Giorgio Bárberi Squarotti

Questo Versante vero mi ha colpito particolarmente, per invenzioni e visioni ...davvero esemplare per sapientissimo e persuasivo ritmo. (1999)

Mariella Bettarini

...mi è piaciuta la sottile, vibrante intensità di questo libro.

Domenico Cara

Il Versante che mi ero augurato di pubblicare io stesso . Tra gli esordienti di questo periodo credo sia la migliore in toto.

Silvia Costanzi

Una presenza attenta al largo scenario che si snoda all'imprecisione inerme dei nostri sensi , il richiamo ad una consapevolezza diversa. La poesia della F. è quello sguardo diverso , aderente , che taglia la velocità , il tempo , le urgenze fittizie e scopre profondità che non si vedono. Una ricerca interessante tra emozione civile e personale. (Inserto "Roma c'è" de "La Repubblica", 16 giugno 1999)

Silvano Demarchi

Con grande abilità e scioltezza versificatoria , attraverso componimenti generalmente lunghi ma fluenti come torrente in piena , la poetessa affronta e svolge i temi più vari . emozioni e riflessioni si alternano in un gioco vario di associazioni analogiche e nel duttile uso della parola con cui l'autrice rispecchia le sollecitazioni che le vengono dall'esterno e dalla propria ricca interiorità. (La Nuova Tribuna Letteraria, n. 55, 1999)

Silvana Folliero

Il Versante vero è a mio parere il libro degli eventi, delle emozioni, del senso sotterraneo della vita, della voce dell'essere. E' il libro di poesie che più mi ha colpito negli ultimi mesi. .Leggendo tutta la raccolta si ha la certezza di una struttura solida fortificata da un'emozione intensa. L'io poetante , robusto , non teme e non tesse fragili tele ma alza contrafforti che sfidano il tempo , si scinde in penetrante sguardo che va ben oltre il presente..aleggia un senso di altezza e di mistero. questa poesia pone delle basi di ricerca importanti e forse temibili , dato che essa vuole squarciare i veli di alcuni misteri. "Il versante vero " ci fa capire che forse la poesia del XXI secolo potrà essere alquanto diversa da quella novecentesca. (dalla presentazione, Libreria Melbookstore, Roma, 14 maggio 1999)

Plinio Perilli

Tutta la costruzione interiore e insieme l'architettura lirica della Ferramosca lancia "un ponte comprensibile "fra l'introiettato e il fenomenico, esalta la realtà tutta a "parabola comune", insomma reclama e varca lo stesso "limite d'ali" del nostro appello e della nostra risposta di poesia. Forbita e salda la struttura di questo libro d'esordio. In un'altalena di visualizzate emozioni liriche che vanno dall'apostrofe civile al ricordo danzante della "pizzica " salentina. Insomma, mai come in queste pagine il poeta è intensamente alle prese con i suoi forti doveri di solidarietà nel rito espressivo e soprattutto nel gesto intellettuale di consapevole, affinato rappresentante e dunque testimone privilegiato della realtà. (dall'introduzione)

Fabio Simonelli

La forte vena descrittiva, la grande capacità evocativa, la misurata ricerca semantico- neologica. Non si tratta però solo di una tecnica raffinata nel tempo e utilizzata con intelligenza. E' invece una sorta di particolare comunanza, una specie di pathos zen che l'autrice sente con il mondo e dal mondo (da quello esteriore e da quello interiore) pretende. "Il versante vero" una sorprendente opera prima. (da rivista "Poesia", Crocetti, ott. 1999)

Merys Rizzo Spasaro

Una voce suggestiva, già riconoscibile con il suo stile saldo e personale, un itinerario tematico che si sviluppa in versi distesi e intensi, una sintassi che non si concede ad incontrollati sperimentalismi, una poesia densa di visività. .un'opera di sicuro valore , sostenuta da un pensiero , che ai bordi della scrittura interroga l'oltranza , lungo il "versante vero" , quello del Logos, della conoscenza.

Donato Valli

Questa scrittura ha qualcosa di ancestrale e di cosmico per cui si espande fino a comprendere ogni manifestazione della vita ordinaria, anzi ne diventa l'intima giustificazione, la tessitura che lega "le tracce e i fuochi". Ecco, questa sublimazione della prassi del vivere è il fulcro di questa poesia.

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Annamaria Ferramosca
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