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Note critiche a
Bambini di neve

Emilio Sidoti
dalla Prefazione

“Ogni bambino, sembra affermare la Ferraris, proprio perché spiritualmente puro e armonioso come un fiocco di neve (si spiega così la bellissima, folgorante metafora “bambini di neve” eletta a titolo del libro, nell’accezione della Ferraris, non in quella di Tolkien”), è, senza che egli se ne avveda, quantunque fragile, l’elfo che ti protegge dal vento distruttivo che insidia l’età matura; è la guida inconsapevole dei ‘grandi’ ed il modello da imitare dal quale puoi imparare “la giusta misura del cuore”, la regola della bontà e della concordia, che è premessa indispensabile all’edificazione di un mondo migliore”.

Marco Pennone
dalla Nota critica in quarta di copertina

“… grande poeta è chi sa trasformare la banalità della vita quotidiana in una continua scoperta del meraviglioso, del fiabesco, proprio come sanno fare i bambini ai quali la Ferraris ha tributato con Bambini di neve un omaggio davvero unico e prezioso”.

Sergio Giuliani
dalla Nota critica in quarta di copertina

“L’autrice compie in questa raccolta una reimmersione nel “porto sepolto”, e qui si muove con mano ferma in un canto che, a tratti, ha del piccolo ballo e del giuoco, ma a cui riesce a rendere levità. A non cadere mai nello stucchevole…”.

Premio di Poesia “Pablo Neruda” 2005
dalla Motivazione

 “Franca Maria Ferraris e i bambini, un viaggio nel mistero dell’infanzia, tra “storie di bambini” come recita il sottotitolo sulla bella copertina progettata da Milena Milani. Mistero e magia colti in uno sguardo di passero, in un ricciolo ribelle, nelle domande lievi come farfalle, nel dono dell’attesa. E’ lei il pifferaio che, con linguaggio sicuro e mano leggera, ci conduce nel mondo dei bambini. Un mondo fragile, fatato, di bimbi-neve, bimbi- fiore, bimbi- agnello, ma a volte crudele, tinto col rosso del sangue innocente”. (la Giuria: Grazia Calliero, Anna Agrò, Angelo Martelli)

Sirio Guerrieri
dalla Motivazione del Premio di poesia “Val di Vara”

“I pollini, i ritmi, le fascinazioni dell’essere e del divenire, riaffiorano come echi, come fragole rosse tra le erbe, come profili di bambini nelle praterie della memoria di Franca Maria Ferraris. E risaltano, attraverso le cromie geometriche evocative, i simboli e le metafore, compendio di intuizioni liriche e di emozioni, nell’accattivante copertina di Milena Milani”.

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