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Note critiche a
Di Valbormida il cuore

Giorgio Bárberi Squarotti

“… il discorso è limpido e suasivo nell’inconfondibile ritmo del sognante racconto.” (idem)

 Roberto Carifi

“Di Valbormida il cuore” è una raccolta di versi percorsa dalla nostalgia e dalla memoria… I temi del patrio, dell’origine, dei luoghi dove tornare, ricorrono all’interno del testo con romantica tensione e con stile scorrevole. (da “Giudizi critici” all’interno del libro).

Sergio Giuliani

”Che cosa meglio di una poesia- fiaba, di un parlare accorto e affettuoso, di un “confidente immaginare” che riporti tra noi le care ombre, scomparse e pur vive?” (idem)

Giuria del Concorso Nazionale di poesia
“Garcia Lorca” 2006

“Filtrata dal tempo, la poesia cresce su se stessa immergendo il lettore in una dimensione favolistica, cifra del paesaggio interiore che ha guidato costantemente il percorso della memoria ancestrale della poetessa. La poesia nasce e rinasce assieme alla natura della Val Bormida: luce, speranza e testimonianza per il futuro del nostro pianeta”. (La Giuria:  Silvana Copperi, Angela Donna, Luigi Tribaudino)

Cristiano Mazzanti
dalla Prefazione

”L’autrice ha la capacità di concretizzare la dimensione mitologica della propria terra in una geografia reale, magnete di emozioni e di gioie, di ricordi e di dolori racchiusi nella mappa della Valbormida. Le coordinate di questa esplorazione poetica: il fiume e i pioppi. Ascissa e ordinata in movimento: la corrente e il vento. [...] “Le pecorelle del pittore Carlo Leone Gallo, vengono allontanate dall’arpa silenziosa, ma gravida di morte. Allo stesso tempo il flauto di Pan accompagna con dolcezza, ma inesorabilmente, la voce del poeta Aldo Capasso verso il paese del silenzio… E sono proprio quest’arpa e questo flauto ad aggiungere nuove e altre note al pentagramma dell’autrice per rendere un giusto omaggio ai due  “Bardi”.

Luciano Nanni
"Punto di Vista", n. 39/2004

“L’anafora che l’autrice usa spesso rafforza i concetti, e conferma ai testi una solida costruzione formale. Là dove il verso diviene incisivo sono rimarchevoli la precisione stilistica e la chiarezza di scrittura. Nel canto più dispiegato troviamo l’eco delle fascinose immagini dei poeti di lingua spagnola, la ricomposizione del divario tra materia e spirito,  il volgersi dell’io a una memoria collettiva con pienezza di espressione e di  sentimento”.

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