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Note critiche a
L'altra Didone

Piero Tarditi
Concorso nazionale di poesia "Pablo Neruda 2007"

La storia d’amore che Franca Maria Ferraris racconta in limpidi versi nella raccolta L’altra Didone, è lieve e delicata ma possiede anche la forza che nasce da una profonda cognizione dell’umano sentire. E’ questa una Didone diversa e nuova, attuale e fuori dal tempo, poiché tale è la dimensione del mito, una Didone rinata e liberata: “Brindo al tempo che resta/ al mio lento e paziente rinascere”. Gioiosa passione e lucida razionalità sono qui complementari e trovano espressione compiuta in una cifra stilistica alta e fascinosamente evocativa. La poetessa non rinuncia a esplorare il vissuto, anche se doloroso. Ma il lettore che ama la creazione poetica non mancherà di notare altresì le mutevoli sfumature cromatiche e la luce- non luce che ritma il respiro delle ore e delle stagioni.

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Concorso internazionale di poesia "Siracusa 2007"

In questa nuova rivisitazione del mito classico, l’autrice riesce a dare una visione moderna attraverso una poesia organica, sapientemente intrecciando i motivi del vissuto con un’esposizione pregna di accattivante surrealismo. Il fascino che tracima da questi versi assieme alla passione che li sospinge, ci trasportano in un mondo parallelo di mito, amore, passione. La parola si fa “alata” e vola di bocca in bocca, percorre le vie invisibili dello spazio e del tempo, e non ha termine…

Giannino Balbis
23 ottobre 2007

Dalla lettura (di questo poemetto ndr) ho tratto forti suggestioni ed emozioni, sia per la raffinata trama contenutistica, sia per la splendida musicalità del verso e l’intensità delle immagini... L’altra Didone mi ha procurato l’immediata sensazione di essere dinanzi a un’opera di non comune spessore lirico e culturale che può accostarsi ai miei amatissimi “Poemi Conviviali” pascoliani, o ai pavesiani “Dialoghi con Leucò”.

Laura Ranieri

Questa Didone altra che si muove, si allontana, ritorna al proprio luogo di origine per immergersi in una natura esotica lussureggiante che le parla certamente più dell’uomo amato, è avvolgente e coinvolgente. Le numerose metafore, l’una creata dall’altra, sostengono un’eterna storia d’amore e la librano in un altrove mitico (appunto:”Il mito e l’amore” come recita il sottotitolo)… Ma se ben si legge, questo percorso d’amore è come un viaggio inziatico dalle mille biforcazioni che nel soliloquio e nel dolore vede riscattata questa nuova Didone. L’amore è entità a sé – sembra dire l’autrice – esiste al di là della corresponsione, che non si dà quasi mai se non per un frammento di tempo, ma l’anima toccata dall’amore assurge di per sé a un che di grande, proprio per le vicissitudini incontrate e superate che affinano lo spirito, e per sé lo detiene come un grande tesoro di esperienza e di vita…

Neuro Bonifazi
dalla Prefazione

… Nell’amore che guida il verso e lo nutre di invenzioni, di musicali leggiadrie e di empiti densi di significato, c’è intero il mondo dell’anima, e soprattutto c’è l’alternarsi eterno e davvero mitico del rito erotico, il suo compiersi immutabile eppure nuovo ogni volta, così come viene qui cantato, attraverso il linguaggio poetico, con assoluta originalità… E ciò che dice (la Ferraris) con la sua grazia poetica, con il fascino delle sue evocazioni, diventa subitamente mitico, pur nelle forme moderne della sua scrittura, e nelle visioni attuali della sua vita e della sua sensibilità.

Bruna Magi
dalla Nota

… Mi sono trovata di fronte a un’esplosione di vita in versi, una cavalcata nel mito che parte da “Illusione d’amore”, e attraverso “Nostalgia dell’origine”, “Ritorno dal vivo lontano”, e “Il castello di Eros” per confluire in “Tenebre lucenti” con un finale a sorpresa”… E ancora, in conclusione: “Seguite questa danza di parole amorose, dolorose, gioiose, e ne finirete stregati, diventerete bambini affascinati dal piffero magico della poesia della Ferraris. E ne parlerete, e la vivrete, la reciterete voi stessi. Come ho fatto io.

Umberto Gugliotta
autore del romanzo Il profumo notturno del gelsomino

E’ proprio nell’atto di ricreare il mito dell’amore che viene a formarsi il corpo e lo spirito di un linguaggio poetico, attuale pur nella sua classicità, capace di oggettivare il dolore fino a trasformarlo in gioia, efficace nell’esprimere in versi tutte quelle emozioni che solo una sottile e rara sensibilità è in grado di percepire”. E ancora: “Versi che suscitano nel lettore la totale partecipazione a una vicenda in cui inizio e fine, sebbene attraverso vie contrarie, si congiungono per realizzare quella circolarità amorosa all’interno della quale ruota l’armonia dell’intero poema.

Sergio Giuliani
in Nota sulla quarta di copertina

Il vissuto dell’autrice diventa ne “L’altra Didone”, humus di foglie autunnali per nutrire una storia di classicità e d’amore… Risponderanno i lettori, se sono rimasti presi da questa storia. Io sostengo la resa classica di tutti i temi confluiti in una sagace e costruita ispirazione dove “L’altra (nostra? Non più soltanto di Virgilio e di Dante?) Didone” avrà buon cammino e piena legittimità d’arte.

Giorgio Bárberi Squarotti
in Nota sulla quarta di copertina

Mi conforta e rallegra la lettura de “L’altra Didone”, un poemetto originale e vitalissimo che trovo anche molto suggestivo per ricchezza di vicende, figure, esperienze, varietà di fatti e di emozioni. E’ una Didone ri-creata, trasformata e sublimata in forza del dolore e dell’amore, da uno stile poetico che, intriso di una sensuale delicatezza e di una spirituale passionalità, rende lucidità e bellezza all’intera opera.

Premio Casentino 2004
dalla Motivazione

La poesia di Franca Maria Ferraris, ricca di echi e suggestioni classiche, si muove in una dimensione alta, intermedia tra cielo e terra, in cui mito e realtà s’incontrano: il mito calato nella realtà, diventa strumento di misura e interpretazione della vita; la realtà, trasfigurata nel mito, e innalzata in visioni di bellezza e armonia, perde la consistenza fisica e acquista il fascino indolore dell’eternità. Finito e infinito, verticalità e orizzontalità, luce ed ombra, immobilità ed eterno fluire del tempo, si contrappongono in un intreccio incalzante di immagini, suoni e colori rivelando un profondo sentire tragico che cerca pace all’ansia bruciante della vita distendendosi nei versi che spesso acquistano la cadenza antica e rassicurante dell’endecasillabo. (Raffaele Matino, Silvio Ramat)

Giovanni Giraldi
sulla Rivista letteraria “Sistematica” n. 33

Le composizioni letterarie di Franca Maria Ferraris hanno una caratteristica comune: sono cicli di liriche attorno ad un tema dominante a cui si vuol dare risalto poetico completo.

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