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Michele Frenna
L'arte del mosaico vista da Salvatore Perdicaro

Giuseppe Manitta

All'interno dell'attivita critico-divulgativa di Salvatore Perdicaro, legato alla selezione di arte italiana L'èlite, si può più volte riscontrare il nome di Michele Frenna, pregevole mosaicista palermitano, la cui notorietà ha valicato i confmi nazionali già da tempo.

Michele Frenna nasce ad Agrigento net 1928 e si converte all'arte del mosaico piuttosto tardi, nel 1973. Si tratta di coordinate diacronistiche essenziali, anche se piuttosto vaghe.

Le analisi del raffmato critico Salvatore Perdicaro, effettuate in un lungo arco di tempo, sfociano ora nel saggio L'arte del mosaico nelle opere di Michele Frenna. Seppur nella sua eterogenea composizione sia dal punto di vista critico sia temporale, l'opera del Nostro viene affrontata lungo tre coordinate essenziali: la dimensione dells realtà, l'esistenzialismo e la propositività.

Con realtà, termine certo alquanto generico, Perdicaro intende sia la tecnica musiva in sé, legata ai tasselli in vetro, sia al confronto con la tradizione musiva siciliana. Ma la realtà di cui si occupa Frenna è molto più profonda: la dimensione storico-sociale in cui onirismo e allegoria fungono da poetici canoni interpretativi.

Il percorso critico di Perdicaro giunge così allo studio dell'esistenzialismo frenniano. Emozioni e ricordi s'intessono ai tasselli di vetro cui è affidato, spesso con intenso lirismo, un messaggio essenziale. L'opera si carica, cosi, di un valore "altro", intrinseco, attraverso il quale sublima la rappresentazione.

Ne La prima infanzia, ad esempio, il concetto di "gioia di vivere" è affidata all'emozione dei bambini di fronte ai loro giocattoli. Giochi che hanno, però, qualcosa di familiare e vertono sia sulla descrizione sia sull'emozione del ricordo. A ciò si aggiunge una mirabile resa plastica che si condensa nello studio prospettico e nell'essenzialità dei tratti. La terza dimensione dell'opera frenniana è possibile defmirla come propositività: è forse la più espressione del Nostro legata alla comunicatività estetica e alla riflessione propedeutica. Un poeta, Michele Frenna, che osserva il mondo e lo studia, ama la sua terra e la sua gente, trasforma emozioni in tasselli e tasselli in emozioni. Questa dimensione propositiva appare chiara in Volontariato di beneficenza, in cui al primo descrittivo si aggiunge l'invito a fare volontariato (elemento propositivo). La socialità dell'arte come alta espressione del messaggio umano fonde realtà ed utopia, passato presente e futuro, "attualità e spiritualità" (Perdicaro) così Frenna perpetua il dialogo intergenerazionale.

A questo punto si pone il problema di inquadrare globalmente l'arte di Frenna. Proprio per i suoi caratteri peculiari possiamo parlare di arte sincera, cioè genuina nella sua forma e nei suoi contenuti, nell'ispirazione nei suoi contenuti, nell'ispirazioni e nella narrazione. Frenna riesce così a fondere mirabilmente, per ricollegarci alla propositività di questi mosaici, sentimento antico e moderno, caricando le tinte d'intensità e di lirismo.

"La sincerità della sua ispirazione", afferma Salvatore Perdicaro "traspare dalla tensione evocativa delle figure, si converte nel variare delle emozioni e dei sentimenti cristallizzati nei loro volti, ma anche nel pacato distendersi delle atmosfere, nella genuinità delle scene di vita che ci propone, nel mistico afflato che sottende le composizioni ispirate al sacro, nel vibrare di valori umani e spirituali che sempre esaltano la sua operatività".

in: Il Convivio, nr. 4/2005

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