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Sandro Serradifalco è direttore responsabile del Centro Diffusione Arte Editore di Palermo, certamente si occupa di arti figurative; ma la sua competenza è tale che è capace di fare innamorare dei testi che egli stesso illustra; non ultimo è il libro Grandi Maestri, edito nel 2008. Un volume veramente pregevole per la sua fattura, per la forma antologica conferita, che si avvale anche del contributo di Anna Francesca Biondolillo, Dino Marasa, oltre che dei commenti di vari autori.

Opera meritoria altresì per la funzione didattica che svolge, poiché si propone di diffondere la conoscenza dell'arte e degli artisti, difatti diventa un esempio per nuovi talenti. Le illustrazioni a colori ne costituiscono un valore aggiunto, è come parlare per immagini. Le sovracopertine sono illustrate da Carlo Ballajana, Giuseppe Fortunato, Giovanni Mattaliano, Gianna Stomeo. Inutile aggiungere che il libro è bello anche solo a sfogliarsi. Alcune presentazioni sono in lingua originale (spagnola, francese). Nello specifico le 400 pagine sono dedicate a 198 artisti, soprattutto europei, delle arti figurative: pittori, scultori, decoratori, incisori, cesellatori, mosaicisti; di un'arte sempre più dissacrata e sempre più invocata. Oltre i Mostri Sacri dell'Arte, che hanno marcato la storia alle spalle, abbiamo gli artisti che devono uscire dall'isolamento poiché il 1oro prodotto deve figurare sul marcato, in una incessante lotta con altre forme del bello, ma anche di consumo e mettersi in mostra, è il caso di dirlo! E' quello che succede nella nostra società odierna, sempre in continuo confronto di tipo antagonistico, come si verifica per le altre arti e per la cultura.

Strumento o mezzo o fine di menti a volte perverse, a volte geniali ma sempre capaci di vedere in profondità dell'anima o nell'oltre dello spazio; soggetti i più vari, dal folle al sereno. Occasione per incontrare artisti, entrare anche nel loro vissuto umano. Un emblema, per via dell'apertura, è Vincent Van Gogh olandese (1853-1890) impressionista, la cui vicenda umana lo conduce al suicidio; il fratello Theo, a lui legatissimo, lo seguirà nella morte l'anno dopo.

Seguono in ordine sparso Aida Buscano trevigiana e la sua dimensione femminile, come la definisce Serradifalco; i francesi Paul Gauguin (1848-1903) che provò in più occasioni il suicidio, era un idealista, fu detenuto in Oceania nelle 'sole Marchesi,"per avere istigato gli indigeni alla ribellione."; George Pierre Seurat (1859-1891), Henri de Toulouse-Lautrec (1864-1901), Andre Derain (1880-1954), Marc Chagall. Altri stranieri Rene Magritte, Max Ernst noto anche come scrittore; anche Lucian Freud berlinese nato 1922 nipote del padre della psicanalisi. Josseline Blanchet Aimé della Costa d'Avorio; della Bielorussa abbiamo Mark Zakharovic.

Maestri scultori, come Carlo Ballajana ferrarese che manipola il bronzo dandogli forme spigolose, aspre; oppure Gianfranco Paulli che alle forme dà linee curve e lisce di marmo; o, anche Francesco Messina che rappresenta forme muscolose; Biagio Governali Corleone con le sue forme corpose; Henry Moore dalle sculture metaforiche o simboliste.

Antonio Zanghi nel profilo tracciato da Dino Marasa, l'arte si "manifesta mediante l'uso di baluginanti cromie". Nello Iovine, di cui abbiamo figure della quotidianità immerse nella natura verde delle campagne; Carlo Levi, non solo "Cristo si è fermata a Eboli". Renato Guttuso, Salvatore Dalì, Giorgio De Chirico e il fratello minore Alberto che in arte prese lo pseudonimo il cognome Savinio entrambi nati in Grecia da un ingegnere siciliano. Ligabue il cui nome originario è Laccabue nato in Svizzera; André Le Cornee incisore; Pablo Picasso.

Le brevi o lunghe monografie sono simili a guida per prendere confidenza o conoscenza, degli artisti. Mi piace concludere, il libro d'arte sui Grandi Maestri, con un Maestro singolare: è Michele Frenna, prof H.C., per la sua arte musiva, illustrato proprio dal direttore Sandro Serradifalco; autodidatta mosaicista che usa frammenti di vetro anziché le tradizionali tessere. In lui c'è percezione dello scavo interiore, sereno paesaggio e sereni personaggi "scene allegoriche", "perfetto equilibrio estetico-narrativo che è colonna portante del suo essere artista". E' da considerarsi più pittore che decoratore; il suo è impegno e paziente lavoro, non "mordi e fuggi", è artista del "fare" piuttosto che tendere ad ottenere. Di lui sono rappresentati sette mosaici.

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