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Via Crucis di Michele Frenna

Gabriella Frenna

L'hobby per il mosaico di Michele Frenna si perfeziona e si approfondisce con il trascorrere del tempo, in uno studio serio di quest'arte; ogni opera che si crea è frutto di una costante ricerca, di meditazione, di paziente studio sulla composizione delle figure, sulla prospettiva, sul sapiente gioco policromo che dà risalto e vigore alle opere. Non è semplice immaginare il risultato finale da uno sterile foglio di compensato ma con la sua complessa tecnica, Michele Frenna, riesce ad ottenere la plasticità necessaria per rendere le sue opere "vive", inserendole in fantastici e meravigliosi scenari.

Michele Frenna definisce ancor oggi la sua passione musiva come un hobby anche se non lo si può più considerare tale, considerando la professionalità che ha conseguito nel corso dei lunghi anni e delle tante ore di lavoro e di studio dedicate at mosaico.

L'artista inizia a concepire la sua opera partendo dall'idea iniziale, disegnando il soggetto. sviluppando poi il contenuto nel corso dei lunghi mesi di realizzazione dei quadri; i particolari nascono e si materiatizzano nel tempo, nel sviluppare il tema, nel rilevare la necessità di nuove raffigurazioni che possano esprimere in pieno il suo pensiero. E così il quadro si riempie, poco a poco, di elementi, di simboli, di particolari; racchiudendoli talvolta in microscopici spazi che l'occhio di un profano, non riesce nemmeno ad avvertire l'ampiezza necessaria per delimitarli ed inserirli.

L'opera nel corso dei mesi si sviluppa, coinvolgendo totalmente I'artista nella sua realizzazione. distraendolo dalle finalità pratiche e materiatistiche del facile guadagno, ma assorbendo la sua espressività nella realizzazione di un'opera completa e scevra di false illusioni e di facile benessere.

Un'intensa e sofferente tematica si è sviluppata dalla fervida fantasia di Michele Frenna nella sua recente opera; "Via Crucis". Rillessioni intense sulla vita ne fanno emergere il significato recondito che, dal profondo dell'animo, si affaccia lievemente alla nostra mente. Nella vita non vi sono solo eventi felici che l'allietano ma, spesso, bisogna convivere con il dolore, con quell'arcana sensazione di sofferenza che, purtroppo, non riusciamo mai a toglierci dal nostro profondo essere. Questa intima e sofferta sensazione insita nell'uomo viene esternata e proiettata in un'opera musiva: "Via Crucis".

Nell'intensa ispirazione religiosa Michele Frenna esterna la sua visione della vita, rileva come il quotidiano cammino terreno è una sofferente "Via Crucis"; l'artista auspica che il bisogno incessante di ogni uomo di aver alleviate le proprie sofferenze, che ci rendono a volte intollerante la vita, sia uno stimolo per prodigarsi in aiuto verso chi soffre; spesso è sufficiente una mano amica, benigna che dona conforto, aiuto e serenità nel dedicarsi ad attenuare le sofferte sensazioni che tormentano la nostra esistenza. Un messaggio profondo, insito nel quadro, ridondante di significati e di amore per la vita rispecchiando l'animo non solo dell'artista ma anche di molti uomini che non esitano a dare una mano d'aiuto, nella difficile vita odierna.

La rappresentazione della "Via Crucis" è intensa c minuziosa, lo sguardo dello spettatore si deve rivolgere innanzitutto verso la globatità del quadro, una sofferente realizzazione, chc fa vivere l'intenso messaggio che l'artista ci vuote trasmettere con la sua opera. Uno squarcio di storia c di religionc con la descrizione e lo studio particolareggiato dei suoi personaggi; la "Via Crucis", nella pittura mosaicale è vissuta dai fedeli non come spettacolo denigratorio di un uomo volto al martirio sulla croce ma, come "evento mistico" sottolineando come gli animi umani, non restano inerti davanti al martirio, al dolore. L'uono non esita a prodigarsi in aiuto verso chi soffre, ccrcando di allcviare le sue ferite, di sollcvarc penosamente la croce del suo fratello, vittima di insidiose ingiustizie e capro espiatorio di tante tormentate coscienze. Uomini e donne prostrati, penosamentc in ginocchio aiutano Gesù a sollevare la sua pesante croce; volti sofferenti, forti nelle loro coscienze e nella loro perseveranza.

Anche nei nostri giorni si affacciano pietosamente nella nostra vita persone sincere, umili, amiche che con la loro presenza ed il loro costante aiuto donano un sorriso, allietano i cuori sofferenti inondandoli di pace, di serenità diffondendo il loro immenso amore per la vita.

La rappresentazione simbolica che l'artista inserisce nel quadro evidenzia la sua intensa spiritualità, raffigurando nell'opera la Santa Trinità: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Il "Figlio" è posto al centro del quadro, l'artista, nella sua realizzazione, si sofferma ad indicarci la via, rilevando come è necessario avvicinarsi spiritualmente a Gesù accettando la propria croce, per poter arrivare al Padre tramite lo Spirito Santo, verso la lunga strada che porta alla redenzione dell'uomo. Profondo messaggio inserito nell'arte musiva che ci rende ancora più evidente, con questa difficile e paziente tecnica di realizzazione dell'opera, il lungo cammino terreno che l'uomo dovrà percorrere per arrivare ad assaporare ed a lasciarsi avvolgere dalla luce divina.

Dopo aver carpito il messaggio globale insito nel quadro, l'attenzione e l'acuta riflessione si può rivolgere verso i piccoli particolari che lo arricchiscono inondandolo di ulteriori simboli e significati. L'accurata scelta delle delicate cromie che si amalgamano e si compenetrano con le linee, le forme, le figure rilevandone una gradevole plasticità di composizione. Simboli che fanno meditare sulla loro profonda e minuta rappresentazione, l'occhio divino che emerge dal rigoglioso ramo ci rincuora sulla sua presenza costante, sul suo caloroso sguardo che illumina e riscalda i cuori degli uomini.

Nei piccoli elementi inseriti, l'artista sceglie accuratamente il simbolo che poi delinea nell'opera come il folto ramo intriso di piccole foglie, un lavoro paziente ed accurato, tante ore solari dedicate nella sua minuziosa e splendida raffigurazione; il terreno sassoso ed accidentato rappresentato con estrosa minuzia dall'artista, rendendo evidente l'incerto ed aspro cammino degli uomini che percorrono la sofferente "Via Crucis", aiutando Gesù a portare la croce.

Il titolo dell'opera delineato fantasiosamente in corsivo, nel suo sapiente tratto e nella scia della "v" che racchiude il contorno della pietra nella quale è inserita la scritta, indicandone simbolicamente il percorso, nel suo difficile ed aspro itinerario. Solo un animo sensibile poteva rappresentare cosi armonicamente il mistero della sofferenza divina, inserendo l'evento mistico in un'opera che è ancora densa di verità e di attualità, nel suo recondito significato che l'artista invita a riflettere.

(in: La Procellaria, nr. 1, 1999)

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