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L'arte musiva di Michele Frenna
vista da Anna Maria De Vito Scheible

Maria Teresa Epifani Furno

In elegante veste tipografica questa pubblicazione del Centro Diffusione Arte di Palermo ripropone armonicamente tracciata e curata dalla scrittrice Gabriella Frenna, figlia del maestro Michele Frenna, il pentagramma artistico con le note dominanti dei mosaici del geniale autore. Dalla rassegna delle sue opere in bianco e nero a corredo del testo che ne occupa e delle molte altre riprodotte a colori nelle monografie che lo riguardano e anche nei periodici, cataloghi d'arte, riviste culturali, percorsi antologici, ecc..., scaturisce una forza di attrazione visiva che calamita l'osservatore.

Le multiformi tessere che stagliano i templi, dipingono paesaggi campestri e ariose marine, ricamano fiori, maturano frutti, profilano volti, hanno il privilegio di fissare in toni vicini e lontani, accesi e sfumati un mondo di significati in espansione.

Da ciò la sopravvivenza di un'arte magica e fantasmagorica. Calarsi nel rapporto tra la genesi dei dipinti mosaicali di Michele Frenna e il tipico ambiente siciliano che lo ispira, vuol dire protendersi, accogliere l'integrità di una ricerca musiva frastagliata e composita come la terra isolana che all'artista ha dato i natali.

Le componenti essenziali, intelletto e cuore, di questo uomo del profondo Sud, impastate del magma incandescente e della lava quiescente, alimentano la virile umanità da cui implodono ed esplodono in fasce di luce policroma tasselli di vetro...

Il manifesto ardore con cui l'estro pittorico del mosaicista pompa sangue dalla immaginazione del passato e dalla realtà del presente riesce a fondere sostanza classica nelle forme antiche e naturali spontaneità nelle forme moderne. La capacità musiva del grande artista è nella sintesi simbolica di una peculiare e particolareggiata stilizzazione che richiama il fondo di eterogenee affinate culture sbarcate e sposate con la Sicilia.

Così nella fantasia divinatrice del maestro Frenna la superba figura alata della Trinacria (mosaico cm. 67x71,5) dal sembiante femminile dal quale affiora un sorriso sibillino, testimonia il desiderio di un ritorno sentimentale a "civiltà" in grado di integrarsi, comprendersi e sostenersi lungo il travaglio dei secoli e della storia. Tramite ideale che sospinge con trasparenze emotive ad una introiezione rigeneratrice in verticale ascesa!

Se tali sono le personali impressioni e considerazioni al contatto visivo dei mosaici frenniani, è di tutto rilievo quel di più e di meglio osservato e descritto con estrema perizia dalla compianta Anna Maria De Vito Scheible nelle opere corredate dalla sua critica.

Quasi testamento spirituale, a futura memoria, le parole incisive della scrittrice hanno la preveggenza dell'anima pura che attraverso le ispirazioni creative dell'artista Frenna ne ha saputo intendere, soprattutto l'essenza religiosa dell'arte per la vita.

Per questo, stante il valore altamente educativo e morale dei giudizi espressi dalla De Vito Scheible è stato ideato it citato saggio: per ricordare colei "che ha tenuto sempre in grande considerazione l'arte musiva di Michele Frenna", come dice la professoressa Lucia Battaglia nella bella nota di prefazione.

Un tributo di riconoscenza e di amore filiare dunque, per una donna di così squisita sensibilità e di raffinate doti culturali. E, usando le stesse espressioni di commosso affetto a conclusione della postfazione di Gabriella Frenna:

 Una costante presenza, accanto a tutti e a ciascuno di noi, con l'indimenticabile amorevolezza di una madre elettiva, per tutta la durata della nostra vita".

in: Annuario 2005: Avanguardie artistiche, Palermo

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