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Carmine Manzi: I mosaici di Michele Frenna,
Edizioni Gutenberg, Lancusi 2000, pp. 64.

Orazio Tanelli

Carmine Manzi, direttore della rivista bimensile "Fiorisce un Cenacolo", rettore dell'Accademia di Paestum, si ripresenta al suo vasto pubblico di lettori con questo nuovo libro di critica artistica: I mosaici di Michele Frenna. Il saggio, preceduto dalla prefazione di Mario Maiorino e dall'introduzione di Guerino D'Alessandro, contiene molte riproduzioni a colori dei mosaici del Maestro Michele Frenna: Ragazze aulla spiaggia, L'archivista, Carretto siciliano, Lezioni di pianoforte, Natura morta. Via Crucis, l'Angelo, Cestino con frutta, L'incontro, Sacra famglia, Il pescatore, I fabbri, San Benedetto, Santa Scolastica, Tempio dalla Concordia.

L'illustre saggista sottolinea anzitutto la sincera e profonda religiosità di Frenna che ha in possesso l'assoluta padronanza delle linee, delle forme, dei colori. Con l'animo di siciliano innamorato della sua terra e della sua gente, il nostro artista si rinnova continuamente sia nella tecnica grafica che nel cromatismo, pur restando attaccato alle sue radici ancestrali, ai valori della famiglia e della patria. Egli dimostra una particolare attenzione per i centri storici, la natura marina, i soggetti sacri e gli aspetti artigianali della sua terra natia.

Ciononostante, nel momento sacrale e creativo delle sue opere musive, Michele Frenna trasfonde nella sua arte una visione mitica e trascendantale della realtà con la quale, senza trascurare l'anima del popolo crea un connubio tra realismo e misticismo, tra metafisica e storia, tra escatologia e vita quotidiana. E ciò non è da poco, dice Carmine Manzi, se si considera che tramite la luminosità e la trasparenza delle immagini, l'artista "riesce a dare un volto umano anche ai ruderi e alle pietre della sua terra". Infatti le figure ieratiche della mitologia, della storia e della sacra scrittura sono immerse in paesaggi incantati ed edenici che racchiudono la sacralità della liturgia, la raffinatezza cromatica, la delicatezza immaginifera.

L'originalità della tecnica artistica di Michele Frenna supera le mistificazioni arcaiche degli altri mosaicisti e rivela un cromatismo multicolore e simbolico che non conosce precedenti storici per i toni delicati, morbidi e simbolici. Oltre alle figure umane, il mare e la fauna marina sono forse i suoi temi preferiti, afferma Manzi. Anzi, è proprio nei meandri del mare dove avviene l'incontro tra l'uomo e la natura animale e vegetale.

Al di là di una valutazione critica definitiva dell'arte musiva di Frenna, dobbiamo affermare che il Nostro è ancora alla ricerca di nuovi soggetti e di ulteriori traguardi grafici e tecnici: la sua terra siciliana gli offre continuamente nuovi aspetti primaverili, nuove immagini paesaggistiche, nuove figure popolari, mitiche e sacre. Trascendendo se stesso e la sua creatività, Frenna "ha rinnovato in un certo senso l'antica arte mosaicale" mediante nuove tecniche cromatiche che si sprigionano dall'originalità delle sue interpretazioni metaforiche e dall'intensità del simbolismo onirico.

Con acuto intuito critico Carmine Manzi riscontra nell'arte musiva di Michele Frenna "l'indagine proteiforme, sempre aperta alle nuove conquiste delta scienza e della tecnica".

Così come è stato già rilevato da molti critici, Michele Frenna, decano dell'arte musiva, si ispira spesso a motivi religiosi, ma non trascura affatto il colloquio con gli umili e gli oppressi. Per lui l'arte è un rito sacro che si svolge in forma di creazione poetica al cospetto dell'universo e di Dio, ma essa è anche ricerca di libertà, strumento catartico di emancipazione di tutta la popolazione dell'universo. In quest'ottica propedeutica egli supera in un certo senso l'attaccamento alla terra natale per raggiungere traguardi universalistici e cosmici tramite la sua tematica internazionale ed il suo linguaggio figurativo che risulta di cromatismo e di metafisica.

Con questo libro, I mosaici di Michele Frenna, l'illustre saggista Carmine Manzi ha raggiunto l'apice della sua critica artistica, esponendo con intelligente competenza e profondo intuito poetico le componenti più significative dell'arte musiva di Michele Frenna senza prescindere dalle tradizioni popolari, i concetti mistici, la realtà quotidiana, la tecnica cromatica, i valori mitici e sacri, l'indagine grafica e libertaria.

in: Il Ponte Italo-americano, nr. mar-apr/2005

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