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Sandro Serradifalco si è occupato più volte dell'arte mosaicale di Michele Frenna, Maestro siciliano, nella pregiata rivista d'arte Boe, di cui egli è editore, curando egli stesso alcune interviste e soffermandosi personalmente sull'opera dell'Artista con le sue considerazioni. E' sinceramente ammirato degli elementi che sono concreti che spirituali", nella loro essenzialità. Le opere del Maestro producono estasi, dice che scrivere per un artista come Frenna, fa crescere interiormente (mi ha tolto le parole di bocca!); ne ammira gli "accostamenti cromatici", i tratti sognanti. Nulla è lasciato al caso: l'immagine non si limita all'apparenza descrittiva, ma è capace di trasmettere emozioni, comunicare messaggi, spiritualità; e la tecnica si manifesta moderna ed equilibrata.

Michele Frenna stimolato dalla sua terra agrigentina, ove è nato, e ha giocato da ragazzo, ne ha respirato l'aria dei miti greci; ma è da maturo che si è accostato a questa arte che sembrava negletta, innalzandola a vette più alte; la sua è stata definita coralmente pittura musiva. Nella staticità delle immagini emerge una vitalità, che è forse senza slanci, ma che si eterna. Vasta è la sua produzione; non si contano premi e riconoscimenti. Guardarne le opere diventa un pregio.

Mi sembra un'ottima iniziativa quella dell'Editore di riproporre delle Selection per i Grandi. Maestri, stralciando dalla sua rivista e accorpando articoli sullo stesso artista, come in questa caso, con l'esito riuscito di comporre altro valore aggiunto alle opere e agli artisti. Sandro Seradifalco generalmente prende in esame una o un paio di opere, soffermandosi sia sulla tecnica, sia sui contenuti. Ogni volta vi si trova qualcosa, che va ad aggiungersi al precedente, è sempre un arricchimento. Ho avuto il piacere di avere fra le mie mani alcuni numeri e di ammirarne la fattura, veramente elegante che fa risaltare le singole opere, con intelligenza e gusto Nel caso specifico mi trovo le Top Selection dal 2004 al 2007, che da sole suscitano elevazione spirituale.

Le cromie nelle giuste proporzioni o mescolanze esaltano la luminosità in una sorta narrativa in cui è possibile rintracciare le orme del mondo vissuto dal Frenna, dalle proprie radici all'ombra dei. Templi di Agrigento. Sono tracce che parlano della fatica dei lavori umili, come quello del "Minatore", esistente fino ai primi decenni del Novecento; o degli antichi mestieri che si potevano osservare per le strade isolane. Si trasmette una idealità umana e di fratellanza.

Assorto nella "Pace" come preghiera di vita, nel silenzio della propria interiorità; a nel "Volontariato di beneficienza" da non considerarsi una esercitazione per mettere in mostra la propria bravura, ma è la necessità prorompente di esprimere quello che l'Artista ha dentro; così ne 'la prospettiva" risalta la tridimensionalità, come per significare di andare oltre l'apparenza.

Serradifalco individua la nota dominante nello scandaglio interiore, in particolare nella "Rappresentazione mistica"; ma anche significativa è l'opera "Un fiore... una vita" che va oltre l'umano sentire, per chi non conosce la biografia del .Frenna, in cui si coniuga tecnica e messaggio, che è sempre messaggio d'amore, fraterno universale, o paterno. I motivi esistenziali ne ordiscono un poema della vita. Si respira la sana tradizione dei nostri padri o dei nostri nonni, l'affaccio solare della Sicilia, senza trascurare i particolari riportati; i ricordi prendono corpo e colore.

L'animo si colora come un arcobaleno, è tutto lì dentro, nei colori, belli e mai sgargianti, tenui e mai smorti: c'è l'uomo con il suo travaglio e il suo arrivo, è andato ed è tornato. Senza mistero ma con il fascino, i colori della primavera rappresentano la trasposizione dei suoi pensieri. E' difficile credere che un uomo che si è avvicinato a questa nobile arte in età matura, abbia toccata i vertici; e con il carico dei suoi anni e, sicuramente, delle sofferenze umane, sia rimasto con il cuore immutato, cioè sereno, almeno visibilmente, senza prevaricazione: i suoi pensieri si leggono, stanno lì, ma non vogliono essere invadenti. Sono il calamaio in cui un poeta intinge il pennino.

Altre pregevoli iniziative editoriali si trovano negli Speciali di Avanguardie Artistiche (che rimando ad altra occasione), dello stesso Sandro Serradifalco, dalle cui parole Michele Frenna riesce rinnovato. Abbinamento ben riuscito fra un critico e un artista, entrambi di fine sensibilità.

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