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Note critiche in Antologie
Carmelo Aliberti
in: Poeti siciliani del Secondo Novecento, 2003
Filippo Giordano da anni si dedica alla
poesia e la sua presenza in diverse antologie è il frutto di un modello di
poesia alla cui osservazione nulla sfugge, né nell’evolversi delle situazioni,
né di tutti gli altri fenomeni della natura e del tempo. Un poeta di elevata
qualità che occupa già un posto a sé nel panorama della poesia siciliana di
oggi.
Sabino d’Acunto
in: La poesia contemporanea, 1985
Si presenta con i soli titoli di quattro
raccolte di versi pubblicate nell’arco di tempo che va dal 1976 al 1982 e con
dieci poesie inedite sulle quali si è esercitata la nostra scelta. Non si può
negare a questo poeta così schivo (nemmeno un ritaglio e i suoi dati anagrafici
ha inviato con le dieci poesie)una certa quale originalità che ci ha interessato
subito. Le sue poesie sono ispirate alla sua terra, la Sicilia, della quale
offre gli aspetti sia pure risaputi ma con un piglio tra l’amaro e l’ironico con
qualche sfumatura di rassegnata acquiescenza al fatale andare di ogni giorno, di
ogni stagione… Una Sicilia che ci viene avanti come una serie di acquerelli e
convincenti nei loro chiaroscuri in cui, fra il detto e il taciuto, emerge una
realtà che l’uomo del profondo sud vive “stretto fra | una fetta di rabbia e
l’altra di dolore”. Un triangolo, questa Sicilia, sul quale si svolgono, in
questo nostro tempo indecifrabile, teoremi senza soluzioni dei quali, in sordina
e senza parere, Filippo Giordano con la sua poesia non gridata si fa efficace
portavoce.
Giorgio Santangelo
in Premio di poesia Città di Marineo, 1979
Nella lirica “Era giugno” di Filippo
Giordano (di Mistretta) il “colore” di un quadro tipicamente siciliano –il
momento della mietitura- sottolinea la disfatta di una condizione umana. I versi
asciutti ed essenziali rivelano un poeta di sicura vocazione.
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