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Lettura critica a
L'amante italiana di Annibale

Leonardo Vecchiotti
professore

La Storia, domina provinciarum per dirla con accezione giustinianea, non dà appuntamenti. Eppure, come ogni protagonista degna di questo nome, qualche volta, o per vezzo o per mera coincidenza, la “grande” magistra vitae si manifesta all’incontro con i prescelti, sicuramente memore delle gesta del sempiterno Giove, sotto le più disparate forme.

Naturalmente audaces Fortuna iuvat, e che Ferruccio Gemmellaro appartenga a questa progenie lo attesta ampiamente tutta la sua opera intrisa di Storia fino al parossismo.

Tuttavia, poiché l’equilibrio è una questione di punto di vista, è bene ricordare che il Nostro ha sempre trattato la materia storica come uno “strano mix” tra i grandi eventi e gli accadimenti decisamente più dimensionati, facendo in modo che gli uni risuonassero negli altri dando così la stura a rivisitazioni che, a dir poco, sono mirabolanti.

Sono così nati i romannzi: “Stele daunia per la vergine Beccarino”, triller emozionante ambientato nel ‘600 dove una figura leggendaria, per l’appunto la vergine Beccarino, catalizza le vicende di due mondi, quello mussulmano e quello cristiano, dettando, come acutamente osserva nella prefazione Alessandro Vaccarini, ‘i principî prodromi dell’Europa dei nostri giorni’; “La pulzella delle specchie” ri-lettura prestigiosa dei moti rivoluzionar nel Sud d’Italia ai primi dell’800, dove due giovani cafoni, Cosimo e Carmela, intrecciano le loro vicende di riscatto sociale sul telaio della grande storia, riuscendo quanto meno a caratterizzare l’assoluta inanità dei tentativi di ribellione dal basso, messi in atto senza il necessario coinvolgimento, o meglio la comunanza di interessi dei potentati più o meno istituzionali; “La mercenaria” energetico romanzo storico-omologista ambientato in una virtul-realtà cinque-secentesca decisamente connotata da ipercinetica trasformazione dove “i” “personaggio”: da Bianca Cappello ad Alvine Cassier si muovono a loro piacimento, persino sottoponendo a nuova esegesi la Storia nelle sue più disparate accezioni: Universale, Grande, Minore, Locale, e in particolar modo, Virtuale.

Tutto sembrava andare per il verso giusto: la trilogia delle eroine, meta agognata fin dall’inizio da Ferruccio Gemmellaro aveva visto la luce, il successo non si era fatto attendere.

2002 Premio Speciale “G. D’Annunzio” Reg. Abruzzo - Prov e Università Teramo - testo letto alla presenza di Cecilia Gatto Trocchio - Presidente Giuria Prof. Adelmo Marino Cattedra Storia Moderna Università Teramo \ 2005 e 2007 Premio Speciale “Prato: un Tessuto di Cultura” \ 2004 e 2006 Premio “Firenze capitale d’Italia” - Palazzo Vecchio \ 2007 Finalista (quattro) Premio Villa Morosini Rovigo… suggerimenti teatrali… e le opere precedenti avevano già ottenuto 1986 Primo Premio S. Paolo TV \ 1998 Primo Premio Concorso Naz. Satira Brontolo \ 1998 2° Premio Naz. Città di Giulianova - Anfiosso \ 1999 Primo Premio Naz. Città di Giulianova - Anfiosso - testo letto dall'attore Renato De Carmine alla presenza di Dacia Maraini \ 2001 Premio Speciale per l’innovazione artistica Accademia Il Convivio Castiglione di Sicilia… ma… era rimasto in sospeso un appuntamento, probabilmente il meno prevedibile, perché realizzato vis à vis con la Storia Universale; quello, per intenderci, capace di chiudere il cerchio con il rovesciamento della filosofia dell’impianto narrativo: partire dalla grande Storia, fatto per il Nostro davvero inusuale, per poi confrontarsi con la quotidianità.

È nata così “Iride la Salapina” geniale riconsiderazione di un giallo storico legato al grande stratega Annibale Barca: la grande vittoria a Canne e gli ozi di Capua.

In buona sostanza, ancora una volta una una donna nel ruolo determinante di protagonista indiscussa della narrazione a conferma di un assunto da sempre sostenuto con caparbietà da Ferruccio Gemmellaro: La storia è DONNA.

Musile di Piave – Ve maggio 2009

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