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Aa.Vv.
Tendenze di linguaggi – antologia di testi
Note bibliografiche sugli autori a cura di Rodolfo Tommasi
Edizioni Helicon, Arezzo 2009, pp. 261, 2 vol..

Rodolfo Tommasi

\...\ Come Ferruccio Gemmellaro, la cui poesia è un inclassificabile magnete, un sortilegio di suggestioni, una suasiva formulazione di immagini catartiche; niente, in lui, può essere ricondotto a qualche 'sistema' poetico già frequentato; concordanze, contrappunti terminologici, parabole aggettivali, ellissi alogiche intorno alla logica: tutto porta una sigla di personale radice (Nuovo argine, testo inedito):

Nuovo argine

        Ho negli occhi l’effige
delle flore dei pioppi
e delle alghe del fiume
che sommuove lo sguardo.
        Nelle labbra il sapore
delle pietre molate
e dell’acqua fontana
che stupisce l’odore.
        Il mio sospiro
ripercorre l’ansa
avida della foce
ed il lamento
si riflette al crespo
cùpido di golene.
        Genuflesso sul grembo della terra
mi dispongo tremante del nuovo argine
a incarnare l’aprìco sementato
accordare momenti del vivaio
dove sono cresciute le parole
esse ormai inaridite di canzone.

La monetina

        Tiro la monetina
cade testa
e per l’eternità
in teoria
mi si ripeterebbe
ma ritorna
subito la parvenza
della croce.

Kaos

        Mandorli ed agrumi
ebbero vastante
e impari la bora.
        Cenere su ceneri
fecero del Kaos
l’orrida armonia.

Lido del sole

        Gambe che arrancano la rena
di cibernetico femmìneo
irretimento
lingua che slava dal salsume
cùpide labbra di maschile
aspirazione.
Dita che sconciano il pacciume
entro le ciocche di sensuale
vagheggiamento
dita che sconciano la flessuosa
molle battigia e la tortuosa
zattera d’uomo.
        Tutta sgocciata di risacca
s’era abbracciata al suo compagno
e tremolante
fra le ginocchia poi s’infranse
prona a fiutare le villose
insinuazioni.
Tale m’apparve tra gli sbuffi
di onde cadenti sull’ignudo
iridiscente
tale m’apparve sconosciuta
e che mai più l’avrei incontrata
serica donna.

Un viaggio ancora

        Onda garganica rincorre il mare
con cateratte di biancastre rupi
ad incontrare le rocciose cale
e combinarsi in cavernosi greppi,
        vividi lumi amalfitani grondano
come spirali di braccianti sbalzano
su la distesa di cristallo crespo
a seminarla di lampare tremule.
        E mi riaffiora
caliginosa
fredda barena
l’ultima proda
di maculata
ruggine rena.

Albero d’alìe

        Disfoggiato d’antiche stagioni
espiantato per mano del tempo
che oramai rinnegava il cafone
quel canuto drupaceo fratello
dalle gote scalfite d’arsura
per vetuste dannate secchezze.
        E tu adesso lassù sei sfocato
della tua dignità sacra imago
e non conti mai più bacchiatura
che a novembre scandiva trappiti
hai smarrito il salùbre favonio
per morire di brina e di bora.

* Alcuni secolari alberi d’oliva del sud – d’alìe in dialetto locale – sono espiantati, clandestinamente o meno, per riproporsi nei vivai e nei giardini del nord, dove in breve tempo s’estinguono.

° ° °

Ferruccio Gemmellaro.
Narratore, poeta, saggista, culturalmente impegnato su più fronti, promotore di prestigiose attività, esordisce nel '76 con L'acchiatura, conquistando subito quell'attenzione critica che ad ogni sua pubblicazione si rinnova. Seguono le opere in prosa: Stellette e radar ('83), Quella notte fatta di sogni e di mistero ('89), Centofiabe in biblioteca ('89), Il Conte d'Aci Castello ('92), Stele daunia per la vergine Beccarino ('97), Racconti cisfantastici ('99), La pulzella delle specchie ('01), La mercenaria ('05). In campo saggistico, dal '96 al '07, si ricordano: L'omologismo e Omologismo storico, a cui seguono Omologismodue e Percorso omologistico. Omologismo è anche il titolo di una silloge poetica del '95; altri versi compaiono in importanti volumi miscellanei.


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