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Note critiche a:
L'utopia possibile. Leoluca Orlando e il caso Palermo

Bartolomeo Sorge

Le pagine che seguono vogliono essere un primo tentativo di dirlo compiutamente. L'Autore – vicepresidente dell’Amministrazione provinciale di Ragusa – più che raccontare il "caso Palermo", si preoccupa di spiegarlo. Il suo lavoro è più vicino allo sterro dello storico che all'incollaggio del croni- sta, gli interessano il nesso e il significato dei fatti, più che la loro ricostruzione cronologica. E vi riesce, grazie soprattutto alla capacità di rapportare continuamente i singoli aspetti della vicenda al contesto palermitano e siciliano. Perciò, il giudizio dell'Autore appare plausibile, sostanzialmente obiettivo e sufficientemente libero, nonostante l'ammirazione aperta che lo lega a Orlando.


Giovanni Occhipinti

Libro coraggioso questo di Emanuele Giudice, il quale esce allo scoperto rischiando egli stesso l'anatema del grande vecchio della DC e dei socialisti. Perché ci sembra chiaro che l'autore e il politico, in queste pagine, siano molto vicini ad Orlando, particolarmente là dove l'acume di Giudice si sofferma sulla "differenza tra l'identità e l'essere" a proposito della concezione che l'attuale sindaco ha del suo partito e del suo essere democristiano.

Giudice, ancora una volta, si conferma scrittore raffinato e nel modo di indagare le situazioni e di condurre il pensiero, e per l'abilità di adeguare ad esso, con la sensibilità di un gusto ormai perso di vista dai più, gli strumenti espressivi più opportuni ed efficaci per questo tipo di metodologia della ricerca e dell'esposizione del pensiero etico-politico di Leoluca Orlando.

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Emanuele Giudice
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