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Note critiche a
 Senz'alfabeto
di Anna Maria Guidi

Anna Maria Bernacchioni

Ho letto queste poesie, incisive, colte e linguisticamente sempre più raffinate, cariche di impressioni ed emozioni, Ottima anche la scelta di Bacon in copertina, un artista che ho sempre amato, una scelta perfettamente in linea col contenuto e il linguaggio penetrante e tagliente delle parole. Complimenti!

Giancarlo Bianchi

E’ come se da sempre avessi conosciuto Anna Maria Guidi; nelle sue parole magiche Senz’alfabeto’ ho letto tutto il magnifico libro , ma devo rileggerlo ancora, rileggerlo con calma. E’come se mai mi fossi staccato da lei, dalla sua parola, scaturita per incanto da una fucina inesauribile. A ragione Franco Manescalchi dice che qui la poetessa ha raggiunto la sua piena maturità, ma è una maturità che ha sempre avuto, un mistero il risultato indiscutibile della sua parola.

Potrei citare mille versi, potrei analizzarli uno ad uno, ma mi piace vederlo così questo libro, come un diadema che amo in tutte le sue varianti, che hanno un solo comune denominatore: la luce inesauribile della sua anima

che bussa come un picchio
bramisce come un cervo
tuba come un colombo
trilla come un fringuello
insiste come un tarlo
bottina e all’arnia smiela
dolceforte sapore di poesia

Alberta Bigagli

Ho letto ‘Senz’alfabeto
Come i vocaboli fossero resi appuntiti da Un’immersione di significati forti e taglienti. Si tocca qui ciò che passa volando e che fugge. Il marmo freme delle statue a Firenze per cui Discorre egli col sole con i piccioni carichi di guano. E lei poetizza e affratella con prepotenza tempo di notte carne d’amore ed ogni inganno. E’ un ponte l’eternità? Si se basta inventare una vendemmia di suoni che il verbo chiamano e corpi e cose ed eventi rendono presenti e che vanno a nutrire il futuro la morte e lo spazio. Oh la morte! Che tutto stimola e conferma E dà senso al delirio. Via la prigione! E la fame l’agguato l’orfanismo che siano.

Direi dirò diciamo ma lasciamo anche dire. Non senti amico le parole che scoppiano intorno. Parole emesse da l’astratto e tutto ciò che posa. La voce-vento è che congiunge il mio organismo nel suo intero e le divise numerose parti nostre. Luce fischiante che sconvolge ambienti e fa di posizione ferma e attonita vertigine perfetta.

Stefano Lanuzza

Ecco un libro di poesia: tra i pochi da salvare in questo tempo in cui la poesia è difficile perfino da regalare.

Elio Jodice

Rimango affascinato dai contenuti e dallo spessore espressivo dei versi; “li vedo” con l’occhio del pittore che legge la natura in perfetta sintonia con te. C’è un cuore grande e sensibile che pulsa una dirompente vitalità: un inno alla dicotomica bellezza della natura che trasmette (a mio parere) una intensa carica emotiva ed erotica. In alcuni passaggi avverto anche un’accorata nostalgia per il tempo passato e soprattutto l’ansiosa attesa per quello che avverrà.

Complimenti a Franco Manescalchi che ha percepito il grande valore di questa poesia e a Giuseppe Panella per il suo testo critico di coltissima bellezza nel rilevare e cogliere “gran parte” dei più profondi contenuti manifestati nei versi con una carica “esplosiva” che poche persone possiedono. Penso sia anche questa un’arma vincente, oltre alla bravura tecnica e non comune sensibilità umana e poetica dimostrati in questo preziosissimo libro.

Con stima e sincero affetto

Emanuela Minacci

Questo libro risveglia, spalanca porte socchiuse: volo-voli, ansie, sogni ed enigmi. E sono segni e colori, sono ri-velazioni che sfuggono e poi riafferrano…illuminazioni nel-le valenze molteplici, magicamente effuse dalle radici profonde che immediatamente non emergono, ma inebriano con la loro energia di suoni-colori: sulla strada infinita brillano sfide/di un percorso avvincente...“particole d’aurora” (come ostie consacrate)/ “in lieviti di cielo delibando”(creazione infinita!) In religioso silenzio cerco in questi frammenti/ criptici e sapienti la tua strada/nell’incontro-incanto incontaminato/del terrestre paradiso ri-trovato dentro di te.
Con profonda stima e ammirazione.

Giorgio Bárberi Squarotti

Ho letto questa raccolta di poesie come il miglior conforto dell’autunno incombente: perché è luce di verità e straordinaria invenzione della parola e del ritmo. Ammiro l’aspra e alacre originalità di immagini e di linguaggio con un ‘che’ sempre di ironica ira a stento dominata in forza di affermazioni e sentenze. Un libro che mi ha ridato la piena fiducia nella scrittura in versi.

autore
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