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Prefazione a
Amorose strategie

Pino Bova

Amorose strategie di Maria Grazia Lenisa è una silloge dai confini inafferrabili dove corpo ed anima giocano tra la vita e la morte la partita delle attrazioni e dei travolgimenti, della fantasia e delle disillusioni, per dire che: si, le parallele s 'incontrano.

Ci sono occhi che guardano nel profondo, sensi che stirano ogni fibra del corpo e che dilatano spazi sempre nuovi perché la luna piena porta l'alone di una corona immensa, ma anche sentimenti che preparano un salto di emozioni più intime, pensieri e parole che assaporano goccia a goccia il lento sciogliersi dell'essere in un più alto consistere fisico e spirituale.

L'amore della Lenisa, senza mordere il freno dei desideri espansi, senza comprimere la voglia di strappare per assaporarli i lembi del corpo amato, si fa oceano ora dolce ora vibrante e coinvolgente, un magma dove le urgenze esaltano il trasporto e la forza dell'unico sentimento che spinge il mondo, ed il linguaggio non trova ostacoli perché diventa immediato, raggiungibile, vivo.

La lievitazione è irruente, rituale, suggestiva, i corpi sono aironi che si piegano a mille danze, sono i carillons degli ormoni che nuotano e camminano sulle acque ed il cervello diventa ventre | complicato e raro | tutto ossicini musicali con la gioia frizza imponente come uno spumante che straripa.

L'attesa dell'amore – nel sentire della Lenisa – è quella dell'alba che diventa fuoco, un sogno improvviso, una poesia che non può essere strizzata, violata, oppressa da gesti arroganti e indesiderati. Voglio cibo e padrone senza ferite | e calci e non sapere come – scrive la poetessa – e per un attimo è sfiorata dal pensiero della Morte mai descritta in modo amaro, mai fulminante e tragica. L'amore ride il corpo | parla con sua stessa anima | ... | s'intenerisce la Morte ai miei versi e dice: | chiamami Lucy. | Oh sì! Vorrei che mi fosse amica | dormire abbracciate e senza accorgersi | che Morte e vita si amano.

Si può essere donna di versi | che inventa l'amore, si può scrivere sulla sabbia e con l'indice appiccare il fuoco, ma la Lenisa lo sa: se prezzo e disprezzo è la moneta valida per tanti, altra cosa è capire il linguaggio del mare, ascoltare la musica dei delfini, sentirsi nell'abbraccio della vita che si offre ora e ancora, rigenerandosi sempre.

Ed è ciò che cerca con i versi pulsanti di questa silloge che raggiungono livelli di straordinaria intensità, e ciò che cerca svestendo sé stessa e la sua anima, cosciente com'è che poco sarà perdonato.... Se poco hai amato.

E conclude: Molto ho scritto – è vero – | Mi prende in giro Dio | perché combatto senz'armi. Ma di quali armi potrà mai aver bisogno il poeta che apre squarci di cielo e mari senza confini, di quali armi può aver bisogno chi gioca a vincere la morte scegliendo la luce e l'abbraccio infinito di chi ama?

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Maria Grazia Lenisa
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