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Le Bonheur
il canzonario

Nota dell'autrice

La mia passione per i Sonetti d’amore di Shakespeare mi ha suggerito d’impastare, qui, la mia voce con toni diversi in lode della bellezza di due Giovani. Non potrebbe amare l’una più dell’altra l’Occhio che le contempla:

And nothing’ gamst time s saythe can make defense | Dave breed to brave him when he takes the hence (Son.12). (1)

Il richiamo a Shakespeare richiede come struttura portante una soave ambiguità, in quanto ogni manifestazione della bellezza è misteriosa, prismatica sotto qualunque forma si presenti.

La scelta del tono ‘galante’ svia da retoriche sentimentali: al centro è la Donna, cantata dalla Donna (e ciò – mi pare – ironicamente è il contrario del collaudatissimo canzoniere) come incanto spirituale e materiale davanti alla propria opera nel vivente tra Corpo e Parola da poter dire con il Poeta: Un looked on diest unless thou get a son (Son.7). (2)

E’ evidente che figlie sono anche le nostre opere.

(1) “Dalla falce del tempo non ti salvi | se non nei figli quando ti rapisce.”

(2) “Nel buio muori, se non foggi un figlio”.

autore
Maria Grazia Lenisa
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