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Antologia critica su
Armando Meoni. Profilo di uno scrittore

Bianca D'Amore
Teleradio, Martina Franca, n.9, dic. 1978

«…Così alla struttura interiore aderisce il fatto narrato, e da questo deriva quel senso di ideale compiutezza che Lippo bene mette in evidenza. Il profilo critico si svolge secondo un metodo analitico, che sottolinea la padronanza che dell’opera di Meoni ha l’Autore, capace di cogliere il senso del personaggi o la rapida nota illuminante di una parola, o il cammino spirituale con cui l’opera vasta di Meoni si identifica e che viene seguito nei romanzi di profondo respiro come nelle pagine dei racconti, ove realtà e immaginazione liberamente si compongono nella conquista del concreto…»


Domenico Cara
Sintesi, Palermo, n.7-8, Luglio-Agosto 1978

«…Nello spirito di questi confronti, derivazioni tipologiche, concatenazioni di discorso, si muove il saggio di Angelo Lippo che, se pur breve si rivela puntuale nelle acquisizioni dei materiali considerati e, direi, colti in una svelta sintesi, sul modello di certe tesi protettive, ma non promozionali, dedicate a una figura di notevole impegno e studio, controllata dalla sua stessa penombra…»


Loredana Panico
Rassegna Salentina, Lecce, maggio-giugno 1978

«…Con un’esposizione chiara, sintetica ed esauriente, Angelo Lippo ci offre un’utile esegesi dell’opera letteraria di Armando Meoni, ripercorrendo le varie fasi attraverso le quali si è maturata la vena narrativa dello scrittore di Prato che coglie ed esprime “i fermenti ideali e morali della realtà esistenziale dell’uomo d’oggi”, scansando il pericolo della descrizione, ma scarnificando, invece, la dimensione delle coscienze, dei fatti e di quanto ancora caratterizza la vita dei nostri tempi…».


Raffaello Pecchioli
La Nazione, Firenze, sabato 27 maggio 1978

«…Un acuto, interessante e intelligente profilo dello scrittore pratese Armando Meoni è stato scritto da Angelo Lippo, studioso pugliese, il quale ha voluto “riesaminare” lo scrittore di Porta Pistoiese fin dalle primissime esperienze (Meoni esordì con il romanzo “Creare”, edito da Mondadori), e seguirlo su su, fino all’ultimissimo lavoro, quel “Dentro e fuori le Mura”, edito dalle Edizioni del Palazzo e che è stato, per i tanti estimatori di Meoni un piacevolissimo reincontro con tutti quei temi e problemi che della narrativa di Meoni costituiscono un’ossatura razionale e sanguigna…»


Giacinto Peluso
NuovoSud, Taranto, 11 maggio 1978

«…Angelo Lippo ha condotto il suo studio con mano leggera e sicura, proprio dell’indagatore, seguendo un duplice binario: quello che esamina la persona con tutte le infinite insondabili sfumature del carattere, che finiscono col dare un’impronta anche all’opera, e quella dello scrittore sobrio nella forma, profondo nell’analisi.
Per formulare i suoi giudizi sull’opera di Meoni, Lippo ha seguito un metodo molto semplice: ha letto i romanzi con molta attenzione, li ha condensati nella loro essenza e li ha messi in rapporto con la realtà dalla quale erano nati. I risultati sono, sul piano storico e su quello socio economico, una documentazione della nostra società vista in un dato momento e in uno dei suoi aspetti particolari…»


Piero Mandrillo
Corriere del Giorno, Taranto, sabato 29 aprile 1978

«…Ritornare alla narrativa di Armando Meoni, grazie al “Profilo di uno scrittore” del critico concittadino Angelo Lippo è stato un piacere vivissimo, una sorta di ritorno al passato…(…)…Forse un’altra affinità che si coglie tra scrittore e critico (nonostante la notevole differenza di generazioni) è in quanto lo stesso Lippo dice a proposito de “La parte del diavolo” e del personaggio di Marilena, e cioè che né l’antifascismo fisiologico, né quello scientifico “giustificano il rigetto per una comunione di persone di classi sociali differenti”. Infatti, Meoni, pur socialista militante, non hai mai scritto un’opera ideologica “chiusa”, un’opera che si risolvesse in un “credo” politico esclusivo e settario. Ed anche Lippo, poeta e critico, schivo e silenzioso come il suo autore, è un gobettiano senza partito, ma aperto e disponibile ad incontri con altri uomini, con altre ideologie, che esprimano una “osmosi” ed “endosmosi” fra individui e classi, come il personaggio del romanzo di Meoni. Una posizione tutt’altro che qualunquistica, ardua in un tempo di ghetti difesi da tessere, quando non addirittura da pitrentotto e simili…»


Mario Grasso
Catania Oggi, Catania, n.8, 22.4.1978

«Angelo Lippo, poeta e studioso acuto ha recentemente pubblicato un saggio su Armando Meoni, come profilo dello scrittore toscano ben noto a quanti amano le buone letture e altrettanto stimato negli ambienti letterari italiani a causa della sua serietà, del suo restarsene appartato rispetto alle ricorrenti manovre esibizionistiche e non sempre «culturali» che caratterizzano certi risvolti nel mondo nostrano degli addetti ai lavori.
Qui di preme dire che un elogio particolare va rivolto al giovane critico. A Lippo infatti non sono certo mancate occasioni propizie verso altri più «convenienti» autori da eleggere al merito d’uno studio monografico. Ha scelto Meoni e ha fatto bene, perché ha potuto così, ancora una volta, dimostrare la correttezza della sua autonomia di critico. Agile e privilegiato d’una singolare chiarezza, questo saggio di Angelo Lippo costituisce – ci si consenta affermarlo – un punto cardinale della bibliografia vastissima di Meoni; costituisce un elemento di cui si dovrà tenere particolarmente conto al momento di collocare la figura e l’opera dello scrittore di Prato il quale, ottantaquattrenne non cessa di sbalordirci con gli esiti freschissimi delle sue invenzioni narrative.»


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