Servizi
Contatti

Eventi


Elisa Lizzi

L'impegno dello scrittore

Tanta fortuna ha avuto la figura dello scrittore impegnato, di cui la cultura può fornire numerosi riscontri ed esemplari. Si tratta dell’intellettuale partecipe agli eventi del proprio tempo, con la volontà di interpretare la realtà e di lasciarvi un’impronta qualificante; un ideatore di piani di perfezionamento sociale, grazie alla ricchezza dei mezzi intellettuali di cui dispone.

Si potrebbe riconoscere altre linee di impegno dello scrittore, quando egli è volto a cogliere, anche al di là delle sue consapevoli intenzioni,  forme di autenticità, essenze prime e profonde  della storia e dell’uomo. La topica di questo tipo di impegno, un vero percorso conoscitivo alla ricerca di sensi, diventa, allora, tutta una serie di luoghi universalistici, quali l’amore, la morte, la metamorfosi, l’anima come sottosuolo dell’uomo, il viaggio della vita. Tali temi sono percorsi ora consapevolmente, in un itinerario di approfondimento, che muove dalle occasioni reali verso dimensioni alternative, ora restano impliciti ed allusivi in una dialettica praesentia-absentia. Certe ricorrenze, anche intermittenti,  nella scrittura poetico-letteraria si coagulano in simboli e vere mitologie: la letteratura è ricca di odissee, eroi, inetti, luoghi indefiniti, come il mare, la natura, la notte, di una polisemica e densa globalità. La ricerca stessa si svolge metaforicamente come un cammino di elevazione sopra il caos della vita per meglio comprendere, o come discesa orfica in dimensioni straniate, oniriche, visionarie, in cui avviene un’apparizione, una rivelazione della verità.

Si tratta di evasioni dalla realtà frammentaria e deludente, per recuperare quella sintesi universale, propria di una condizione mitica, lacerata dalla razionalità prosaica e dal progresso. L’impegno dello scrittore, in quanto uomo moderno, si fa problematico, perché condizionato dalla realtà empirica che si espande progressivamente intorno a lui; egli intravede la meta baluginare lontano, carica di promesse e compensi, ma non può attingerla che in momenti di miracolo; lo scrittore si mette molto spesso, oltre che in atteggiamento critico verso la realtà sociale,  in ascolto, in contemplazione e preghiera verso una verità da cogliere e poter comunicare, verità che risulti fondante di tutti gli aspetti del mondo.

Credo che la tensione dello scrittore sia rivolta alla lettura profonda del mondo, per recuperare un senso globale che sia insieme rapporto con l’universo, accettazione motivata della sua condizione umana, visione morale e religiosa. A tal proposito, movimenti e correnti culturali anche distanti si riconnettono, proprio per questa tensione che hanno, pur con una  visione diversa della storia, verso alterità totali, che possano ricomporre la frammentarietà del reale.

La presenza dell’assoluto, come forma di compensazione dell’anelito, si intravede nel ritmo stesso della scrittura, in quel codice interno alla struttura testuale che si intuisce ed avverte: pause, silenzi, sospensioni, parole variamente connotate attraverso l’apparato fonico e retorico, tutta una magia che i linguaggi, e non solo letterario, hanno per suggerire ed esibire la loro peculiarità.

 

autore
Literary © 1997-2018 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza