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Note critiche brevi a
Poesie come dialoghi
di Francesca Luzzio

Nadia Sussetto
Rinascita, 15 aprile 2010

Poesie come dialoghi… è una raccolta di una cinquantina di liriche suddivise in due gruppi ”Io e….il mondo”per distinguere i temi di ricerca introspettiva e quelli che ampliano lo sguardo su argomenti come l’abitudine ad intagliare i propri amori sulle cortecce degli alberi, dove rimarranno anche dopo la fine di quell’amore (I Faggi),o l’abitudine allo sballo del fine settimana che terminare come un bollettino di guerra per molti giovani ragazzi (Gioventù moderna), le molteplici chiavi di lettura delle notizie alla televisione (telegiornale).
Si tratta di poesie che intrattengono un dialogo con il lettore o con se stessa ,nel tentativo di dare delle risposte ai mille interrogativi dell’esistenza umana tra i ricordi del passato (Trama di vita) o i misteri dell’ignoto che ogni tanto riusciamo solo ad intravedere come attraverso delle fessure (Fessure), nostalgia per chi non è più tra noi o per un amore che non ha avuto un futuro.

Imperia Tognacci
lettera privata

In Poesie come dialoghi si delinea il profilo essenziale dell’anima umana che dialoga con se stessa, con la legge morale che in essa è scritta. Dialogo che esula dal vano parlare di cui oggi i media danno spettacolo,dialogo che guarda alla sostanza, alla verità e che, anche quando sembra aperto ad altri, è, in realtà, in relazione col nostro sentire nei suoi aspetti profondi e nascosti. Dialogo come avvicinamento per giungere ad una posizione comune di valori .e, per non ”tessere malinconici presagi | preludio di Nemesi | urlante atroci vendette”, agire perché ”l’uomo si ravvederà”

Monia Gaita
Gradiva 37-38/2010

Se la condanna alla relegazione nelle slavine torbide di un buio smanioso,affolla in successione tattile-visiva i reparti evocativi dei versi,non mancano le particelle riempitive alla speranza ,i giochi di prestigio incantatori di tutto ciò che ci rimunera dal nulla:”La luna si apre a ventaglio \tra il sipario rarefatto di nubi \e ci invita a lasciar l’oggi….\Metti le scarpe nuove :\presto dovremo aprire lo scrigno dei preparativi. Francesca Luzzio esegue un deposito di luce sui minuti raffilando i coltelli all’emozione di sorprendersi ancora del bene e del male,del presente e del passato. Con i suoi versi riduce le frazioni della resa ai minimi termini ,decretando una potente voglia di lottare e di recuperare i fondi confiscati della gioia più autentica.

Pietro Vassallo
in: Il Symposiacus, 4, 2009

Ho apprezzato il suo stile personalissimo e la ricchezza di pensieri forti, che attraversano la sua poesia. Nei versi che Ella dedica alla gioventù moderna vibra una coscienza alta del dramma che si consuma in questo regno della dissipazione oscura. E' evidente che la scuola per lei è il luogo di una riflessione profonda sul destino dei giovani. Presumo di comprendere l'angoscia che desta in lei la perpetua festa dell'inutile e dell'osceno.

Redazionale
in: Il Symposiacus, 3, 2009

L'autrice in questo libro imposta la poesia come dialogo. Le vane composizioni sono sottolineate ognuna con due diversi caratteri. Si tratta qui di un dialogo tra due persone non esattamente definite. Vi è qui un dialogo, pronunciato con uno stile sobrio ed efficace, ma nutrito di molta cultura letteraria e filosofica, che annoda molti fili del passato letterario. Le vane considerazioni dell'autrice sono quelle sottolineate da caratteri forti e marcati, che sottolineano il pensiero dell'autrice con tratti brevi e incisivi. Un libro questo di poesie che si ricollega alla tradizione letteraria, mostrandoci infine quale sarà l'avvenire. Un'elegante edizione a colori con una pittura sulla copertina di Grazia Cianetti, ispirata all'Ottocento. "I dialoghi qui — afferma Giorgio Bárbieri Squarotti — sono originali per ritmo e struttura Quelli più inventivi piacciono di più" Impeccabile la veste editoriale.

Mario Gallo
in: Lumie di Sicilia, 65, 2009

Francesca Luzzio, docente palermitana, ci dedica la sua più recente silloge, Poesie come dialoghi, occasioni di profonda meditazione esistenziale, che si avvale – una nota di originalità – della forma dello sdoppiamento dialogato.


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