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Luciano Nanni
analisi tecnico linguistica
in: Punto di Vista, 15/1998
Grammatica e
metrica.
L’autore si
dimostra tecnicamente agguerrito, con un lessico piuttosto particolare. Qualche
esempio: corbella (p. 8), Schizìa (p. 12, La prima parte del testo
contiene vocaboli inventati), paleoconsumismo (p. 15). centrifughi (p.
20). tardizie (p. 30), bissone (p. 32). centinato (p.
36). Molte parole sono accentate: sémina (p. 20), pèrmea (pp. 20 e
22); cùmuli (p. 21). Accenti fonici invertiti su Ròvere (p.
20) e giòvani (p. 22). ma la pronuncia aperta o chiusa può derivare da
area geografica o da una scelta personale. Quello che non si capisce invece è
l’uso di accenti gravi e acuti per a e i, vocali che hanno un solo accento; si
veda: precàrio (p. 9), immàgina (p. 20); e a p. 21 fìttili resìdui.
A rigore, l'accento fonico su e e o può essere grave o acuto
(è, é; ò, ó), solo grave su a (à), solo acuto su i e u,
(í, ú). segnato grave (ì, ù) per convenzione.
La maiuscola
viene posta come personificazione o per evidenziare un elemento: Gelo,
Nebbia, Alberi, ecc. (p. 20). Dopo i due punti (intatto: I Le case, p.
10) può avere scopo introduttivo.
Anche come
metrica l’autore sa il fatto suo. Numerosi i settenari giambici o anapestici:
“seguendo la campana, / gli sbiaditi ricordi’ (p. 7). misti a decasillabi:
‘‘Rincasare in silenzio / per sentire se l’eco rimbalza” (p. 38),
accomunati dal ritmo anapestico.
-Valutazione estetica. A una prima lettura lo stile può apparire
bizzarro, già dal titolo della raccolta, per certe metonimie: “La ragione
sociale I frigge nella morale / con il grasso che cola" (Asensia, p. 11).
Non mancano aspetti oggettivi: “I nòmadi abbandonano I il carro sfondato / la
ruota spaccata" (In
punta di canna, p. 26) o spunti descrittivi: "La notte I avanza lungo gli argini ordinati / al
pallido chiarore’’ (Humulus lupulus p. 29), ma perlopiù il linguaggio
risulta allusivo. Questa ricchezza di scrittura non teme anche cadute di gusto,
mai però cade nella banalità, e in ogni caso mostra una personalità
spiccata, obbligando il lettore a concentrarsi per capire i significati
dell’intreccio semantico. L’ironia, quando c’è, risulta acuminata:
colpisce senza fare male.
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autore |
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