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Le nuove poesie d'amore e una chiosa finale
antologia critica

Bruno Sullo

nota alla plaquette (1996)

Il mondo poetico di Francesco Mandrino ha il sapore forte della vita vissuta con intensità e partecipazione piena, senza mediazioni retoriche, ma anche resa con attenzione e rigore linguistico, ricchezza lessicale, impegno espressivo; ed è efficace proprio in questa sua doppia valenza di coinvolgimento emozionale e traduzione letteraria che impegna, in egual misura, il livello umano e quello professionale del poeta. I temi proposti sono quelli che quotidianamente occorrono nell’esperienza del vivere: sono l’amore, la sensualità, la natura; le stagioni, visti in una singolare e suggestiva prospettiva, a metà strada tra realtà e sogno, che conserva la fisicità e l’evidenza dell’una, ma si arricchisce delle sfumature e della dolcezza dell’altro.

Dunque, rigore e libertà creativa, ben fusi insieme, conferiscono alla poesia di F.M. un tono inconfondibile, un registro espressivo venato di sottile inquietudine derivante appunto dal contrasto potenziale, sotterraneo, tra le due componenti, ed espresso come un ‘arcana sensazione di disagio, di incertezza, che percorre tutte le poesie e le caratterizza.

Talora l’atmosfera si incupisce in visioni torbide e tormentate, sfioranti lo squallore, cocci taglienti disseminati sul terreno, pozze di temporale, polvere di pneumatici, rive paludose, ecce­tera: in queste scene sono profondi il senso di abbandono e il dramma del vivere; ma anche quando il poeta si volge a meno drammatiche esperienze esistenziali, o anche a sentimenti d’amore, sono sempre presenti una sottile malinconia, uno stupore amaro, una sensazione d’insicurezza, come un presagio o un’intuizione che qualcosa in qualche posto non sia giusta.

Un male del vivere? Una tendenza crepuscolare? Potrebbe esser­lo, se non fosse al contempo presente il taglio forte del poetare, che elimina molte ombrosità, o meglio le rischiara rivelandone la nascosta e talora imprevedibile potenza. Ad esempio, quando dedica le sue poesie ai nomadi, risolve il problema, che potrebbe essere generico od oratorio, nell’esperienza personale, cantando una donna che si perde nella notte e nel tempo, ma che è stata ben viva e reale per lui. Così, tra chiaroscuri inquietanti e forti sprazzi di vita, con l’attenzione e la passione di chi avverte il mondo sotto la propria pelle, F.M. viene delineando un universo poetico ricco e complesso, pieno di mille incertezze, contraddizioni, ma anche di grande calore. La sua è una poesia piena di senso, che riesce ad assottigliarsi in punte di sensibilità pura, nel momento in cui il mondo del sé si riversa e si confronta con il mondo del fuori, spesso misterioso, talora indecifrabile, sempre problematico.

Tra gli autori presentati, F.M. rappresenta il versante della poesia in sé, intesa nel suo aspetto più “classico» e specifico, e questo è un contributo prezioso e anzi indispensabile per una rassegna che intende esplorare i vari possibili modi di far poesia.

(1996)


Elena Pianesani

Eccoci qua, pronti ad immergerci nelle parole, significati e significati dei significati, un metalinguaggio in cui trovare archetipi comuni o un esilio esistenziale. Che viaggio sarà?!

Ognuno con il suo fra realtà. ed utopia, quale sarà il compromesso possibile, ammesso che ci sia? Bhe, entra in queste poesie il cui tema, L’amore, ti rimanderà con un’ironia fredda e allenta. un flashback di una realtà borghese decrepita dove l'amore si coniuga con la morte.

Ma chi c'è dietro a tutto questo? Un uomo, grande nella sua carica espressiva che gioca ironicamente con le proprietà della lingua e con i significati dell’esistenza. Sardonico conclude con una cambiale di morte in una società in putrefazione, la cui necrosi aleggia intorno a noi, ci avvolge, la sentiamo viscida e maleodorante sul collo, ma come toglierci questa cancrena fatta di compromessi e di comoda accettazione di uno status borghese? ... "specchiandoci sul binario lucido“ ... ‘‘giurandoci una morte sicura che ci troverà abbracciati” o ... "amandoci nel fingere l’eterno nei momenti di stanchezza”?!

Ora vai, penetra, arriva alla fine; il messaggio che avrai, l'alternativa che scoprirai sono comunque fatti tuoi.

(1993)

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Francesco Mandrino
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