La caduta di
Milano
postfazione
Ubaldo Giacomucci
In questa silloge di poesie di
Francesco Mandrino, composta di
varie sezioni che si offrono al lettore come diversi aspetti di una medesima
ricerca poetica, emerge nettamente una dimensione di scavo linguistico, spesso
relativa al nesso tra scelta lessicale e puntualizzazione del significato.
In particolare si può constatare la prevalenza delle immagini simboliche
sulle esigenze ritmiche, con risultati di grande originalità, frequentemente
lontani dai temi e dalle forme tradizionali della poesia lirica. Il testo
poetico è quindi prodotto da un dettato scorrevole ma mai scontato,
particolarmente significativo.
Tuttavia l’Autore ci offre anche differenti sfumature nella sua ricerca
poetica, cogliendo una certa originalità anche nel coinvolgere il lettore nel
proprio laboratorio, in una tensione espressiva di notevole intensità.
Arricchito da rimandi ironici e da uno spirito caustico, temi e propositi
esistenziali non sono appesantiti da riflessioni etiche, pur coinvolgendo il
lettore in riflessioni che toccano anche il sociale.
In un percorso personalissimo, l’Autore struttura questa silloge
attraverso allegorie e metafore di grande vitalità espressiva, con uno stile
attuale e ben definito, in cui i simboli non sono mai arbitrari, ma ben
calibrati in un discorso poetico unitario.
Emerge nettamente anche l’essenzialità dell’espressione, ricca di forza
icastica e sostenuta da un ritmo serrato.
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