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2008

La grande cucina

Già mi aspetti all'orizzonte
per darmi un pò di terra
prossima alla vita
tra le ferite dei fiori.
Mi risveglio sulla tua
corta marina
reggendo il guinzaglio in perle
di un doppio giro
e mentre tra i due mali,
scegli il minore,
le orme faticose dei vinti
lasciano teste d'agnello
come illusorio desinare di demòni,
succulento ristoro
alla grande cucina dell'arte.

La strega

Angelo dai mille uomini
scintilla Grimilde
di uragani regina.
Traccia indelebile
di un 'anima colorata
del blu della notte.
Dei segreti dell'acciaio,
ne ruba il cuore arcano
per modellare sciabole
impugnate poi con la selvaggia
crudeltà di uno sguardo.
Allora dimentico
anche il mio nome
e davanti ad un foglio bianco
indifferentemente conto
le goccie della pioggia.

Abitava un mezzanino

Abitava un mezzanino
quel cuore bagnato
che la fiamma ha ricucito
fermando il gesto.
Col muto girare
tra persiane chiuse,
per poi trovarsi
davanti a delle icone.
Ora vive un'attico,
approfittandosene sempre
della solitudine
per barattare le
illusioni con i sogni.


Lavoro in nero

Quando il tempo d'estate
è farmaco scaduto,
della discarica
non si respira alcunchè
di diverso se non i
miasmi di una società
malata che si orgoglia
dei pendolari dell'amore.
Vagabondi tra la famiglia
che non è più e l'altra,
che corre ormai come
lavoro in nero.

Il canto delle rane

In un mondo di vinti
tra guerre ed inutili lusinghe,
stagni e rospi
cercano ancora nel fondo
il canto delle rane.
Mentre gli aloni di luce
di certi lampioni
rischiarano la polvere
di strade già sterrate
parimenti a bocche dipinte
dal saliscendi del rossetto.

Oikos

Fragole aiutano ancora
l'ultimo artiglio di
un ragno a ricamare
in un erba nemica
dalle ricorrenti noie.
E' allora che nascono
i sette fiammeggianti veggi
su una terra che cambia
moto, ove alba muta in
tramonto di un giorno
buttato via come straccio
sporco di morchia.

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