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2011

Icara

Sogna nel cuore
la luce che deriva
sopra gli anni del cammino.

Dalla frontiera ignota
lancia il sasso nell'acqua
fin che puoi
e incrocia le tue braccia.

Sotto la cascata del ricordo più lontano
ascolta lo scricchiolio
del tuo ultimo anello
di donna che fu bimba.

Salta le nubi,
apri le ali
e giungi fino al sole
di quel meraviglioso fallimento
che è l'amore.

Versi

Dove mi porterà
il rumine dell'arte ?

Sono cornice senza tela
cento poesie tirate a lucido
in questi giorni aperti
spogli anche di foglie abbandonate.

A volte pure un sogno mi porta disperato.

Al risveglio, trovo un uscio,
una porta con la toppa
che mi ricorda un cuore.

Per dischiuderla
ce ne sarà qualcuna
ancora viva
nel barattolo
delle chiavi morte ?

Certa cultura

Foglie gravide d'acqua
con dignità velata
brulicano tra carte
d'inni dorate.

Di una stagione in gesso
ne ride al tuo contare
vaghi nitriti d'amore
di un'ulteriore amante.

Nero quadro s'accende
nel cerchio rosso
ove fredde le pietre
si inabissano
sul fondo del mortaio
diventando con terra e pioggia
quella sgradevolezza
ove si posano le mosche.

Ponti e giardini

Quelli più famosi non son tanti
che a volte gravosi
salgo e scendo
in fuga al profumo
che porti e poi rilasci
come guida invisibile al destino.

I ponti più piccoli invece,
nascosti in mezzo ai rii,
sono fatiche brevi,
dolci pendii vicini
alle tue case.

Di quella all'Accademia sul canale
gli occhi sembra
non mi vogliano vedere.

Così mi hai cotto
a fuoco lento.
Ma neanche coi tuoi caparbi segni
non sarà facile domare
l'incendio che mi appicchi con il vento.

Nel giardino tuo felice,
che le attese disseta
e sazia le speranze,
c'è un piccolo portico
che resta in mezzo al buio
dove quasi smarriti
occhieggiano gli anfratti.

Lì anonima ti trovo
e nei tuoi baci
c'è quell'abbandono
che non dici.

Coriandoli

Non ho più voglia
di capire,di comprendere
o d'espiare.
Butto così la vita
giù, di striscio,
un po' a casaccio
e mi rimordo dentro
gettando i coriandoli
di tempo,di questo
eterno carnevale
che, se non è, invento.
Piego carte, le taglio
e le dipingo di parole
poi le straccio e le
rifaccio e quando
arrivo alla fine
resta il miraggio
e ricomincio il viaggio.

La voce

Mentre vado così,
da contadino a seminare
sui fogli della steppa,
sopra una sorda neve passa
la sonagliante troika
più in là del lume della luna.
Non sono mai stato
solo come stasera.
Unica voce la tua
che mi conforta,
premurosa babuska.
Ma si allontana anch'essa
con la slitta e si perde
nei versi senza inchiostro.


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