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Brevi giudizi su
La Zanzara
Roberto Carifi
Le poesie di Martiniello invitano a riflettere, toccano la Storia,
l’attualità, l’esistenza e il vissuto; descrivono e raccontano un realtà
collettiva e al tempo stesso personale La voce del poeta non rinuncia a
parlare, a mostrare, assolve al suo compito con dignità e coraggio.
Antonio Crecchia
Calati anima e corpo dentro le virulenze della storia, egli ne diagnostica
le ferite, le pustole, le piaghe cancerogene, gli effetti permanenti dei
vizi, dei veleni, degli odi, delle intolleranze religiose e ideologiche,
dei deliranti proclami dei santoni e violentatori di coscienze che celebrano i
loro riti satanici con l’invito all’assassinio e alle stragi…L’efficacia
dello stile è sempre strettamente connessa alla profondità del suo sentire, al
suo ardore di crociato che lotta senza sosta contro l’odiata stirpe degli
imbroglioni, disonesti, ciarlatani, corvi e gazze ladre, contro la rete delle
ipocrisie, lo sporco teatro delle finzioni, le farse delle grandi parate
televisive.
Giovanni Amodio
La poesia è animata da una coraggiosa e veemente invettiva, da impegno
civile, che senza ideologismi e tentazioni politiche ripercorre la strada
infausta dell’uomo, sempre più parte integrante di un “bestiario”
sia pure letterario, prima che di un progetto umano, che sembra perduto e
smarrito nelle pieghe dei mali, che il Nostro passa in rassegna per
intero con lucidità assoluta con probità personale, con maestria poetica
di alto profilo .Tanto che innalza a dignità lirica costante persino
il valore di una contaminazione innovativa e sperimentale di
una prosa che perde i connotati narrativi e si appropria di quelli lirici-poetici
di fervente dignità poetica, altra e alta.
Antonio Coppola
Qui si tratta di una “zanzara“ simbolo, più pertinentemente letteraria, che
fa gelare il sangue e turba i sonni di tanti iscarioti della politica, del
sociale, del religioso, delle lettere. Una voce fuori
del coro, che “maltratta” i figli spuri dell’Italia del consenso della Seconda
Repubblica, peggio di un Torquemada, un fuori branco dai benpensanti, un
dileggiatore dotato di sole armi poetiche, più forte di un tornado si abbatte
nelle periferie e nei centri abitati, lasciando macerie e lische. Questa poesia
senza altari, senza messaggi, rompe le ossa con il suo stile tagliente e
aspro.
Ninnj Di Stefano Busà
Non vi è alcun dubbio che questo autore è un profondo conoscitore del genere
umano, un analista acuto e intelligente che sa leggere nelle latebre del rischio
le mille sfaccettature dell’individuo moderno … In Martiniello lo stimolo
continuo a dire, a denunciare, a indicare percorsi nuovi alle future generazioni
non viene mai meno, perché è attraverso la poesia che egli usa, a suo
piacimento, piegandola alla satira, avvolgendola in mille volute di fantasia, di
bellezza fervida e mai occasionale la sua frecciata e l’arco che si tende non è
titubante, intende lanciare un “monito” alla vita, ai suoi inganni, alle
malefatte che una sequela di ossequianti coscienze del “bestiario” attuano
ogni giorno, inosservanti della minima morale e della storia.
Giorgio Bárberi Squarotti
Ho letto con divertimento e partecipazione la sua raccolta di versi satirici,
morali e riflessivi, concettuali, inventivamente descrittivi . Il suo discorso
poetico si è fatto sempre più limpido e puro, quanto a ritmo e immagini, e
sempre più persuasivo per temi e idee.
Giuseppe D’Errico
La denuncia sostanzia il canto ma non lo annulla ed il canto accoglie e serra
in sé immagini di bellezza che non incrinano l’amarezza e le donano una mestizia
che è poi la luce più vera di umanità che ogni verso “tramanda".
Nazario Pardini
Ancora una allusione zoomorfa felice e calzante .Ho riconosciuto i tuoi modi,
la tua verve espressiva, il lessico incastonato in un linguaggio robusto,
coinvolgente e la tua versificazione libera, che denuncia i veri momenti di
questo nostro mondo alla rovescia; la tua poesia è costruita con esperienza e
generosità ; la sua nervatura è nel dire, nella parola, dove la parola è tutto e
dove il sapiente uso di una metafora sempre originale dà forza e spessore alle
vibrazioni di un’anima irretita dai malesseri storici e sociali.
Giuseppe Giacalone
La tua ultima raccolta di liriche La Zanzara è il punto culminante
della tua ispirazione poetica, tutta intesa in polemica con gli aspetti
deteriori della nostra epoca. La tua “ indignatio” è la musa costante e positiva
della tua poetica. E finora ha prodotto liriche valide e incisive.
Pasquale Maffeo
E’ il documento credo più alto ( anche per la dizione) del tuo coraggio
civile, che implica una visione etica e un risentimento radicale da cui poi
prende necessità la tua virulenza parodico-satirica.
Paolo Saggese
La poesia di Martiniello è una poesia eminentemente civile e satirica.
Ricorda da vicino la poesia “acre” dei satirici latini,
Persio e Giovenale in particolare, la loro “indignatio”,
la loro asprezza tragica, nei suoni, nelle parole e nelle “iuncturae“ barocche,
nelle immagini grottesche.E’ la vita, dunque, ad ispirare l”indignatio”, questa
realtà contemporanea dominata dal terrorismo, dalla guerra continua, da lutti
funesti, dal teatrino della politichetta italiana, dalla corruzione dei politici
alle truffe dei magnati della finanza, al degrado generale della società”… Il poeta attraverso
questo libero testimonia ancora una volta la sua alternativa alla società
contemporanea, una ribellione contro i luoghi comuni, le verità consolidate,
contro la realtà virtuale, imposta dalla televisione, e che modifica e
sostituisce la vita quotidiana, i valori, le regole.Di fronte a questo mondo
in balia il poeta dichiara la sua alternativa, vale a dire il suo libero
pensiero, la poesia, la certezza che bisogna lavorare per un mondo migliore.
Dante Del Vecchio
Lo scontro tra un mondo fatto di apparenze inconsistenti e un’antica solida
saggezza, di cui il Nostro si sente depositario, crea un’atmosfera poetica, non
certo consolatoria, perché fatta di cupe malinconie, di speranze tradite, di
sogni calpestati, in cui si macerano i fatti della bruta realtà quotidiana
e perdono ogni parvenza del destino illusoria di felicità e la
cronaca diventa così una brutale testimonianza del destino dell’uomo moderno,
travolto dagli inganni di una civiltà, basata sulla menzogna, sulla falsità
sull’ingiustizia camuffata da giustizia.In questo contrasto tra la società
contemporanea, che ha smarrito la consapevolezza del proprio essere, e la
coscienza lacerata del poeta, matura comunque un giudizio che nella sua
assolutezza è del tutto negativo.
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