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A proposito della presentazione del 15 maggio 2014

Venerdì 15 maggio  2014 a Treviso nello Spazio ISRAA (ex Umberto I), in occasione della presentazione delle ultime opere della poetessa Maria Antonia Maso, il critico Leonardo di Venere ebbe a dire della sua poetica alcune cose molto interessanti:

A proposito del libro Gate, Gate, Gate (Edizioni del Leone, 2013)

"Il dialetto si parlava quand'ero piccola; favole, quotidianità: tutto in dialetto. Sono emozioni e aspetti di un mondo povero di cose, ma ricco di tanto altro, che sta scomparendo, ma le radice del presente e come tale non può essere dimenticato.".

La citazione della Emily Dickinson le indica il camminamento: ci sono cose che non torneranno mai, e altre che pur partendo, tuttavia perdurano nella memoria.

La poesia, qualunque sia la lingua in cui si esprime, è memoria. L'affermazione è antics. La memoria è la Musa. Si canta in virtù di un ricordo. La memoria è la possibilità di ricordare. Il canto e memoria, la giustizia del ricordo, quella parte dell'oscurità cui si distribuisce diritto e rispetto l'importante non è dire, ma ridire, e ridicendo dire ogni volta per la prima volta. Sua divinità primordiale è l'Oblio, la prima presenza di ciò che più tardi darà luogo a Mnemosine, madre delle Muse.

L'oblio è la vigilanza stessa della memoria. La potente custode della parte nascosta di cose e uomini mortali.

L'oblio é il sole. La memoria brilla di luce riflesse, e riflettendo l'oblio offre la sua luce.

Che è stupore e chiarezza. L'oblio è mediazione e beato potere,: portare alla luce quanto più è stato dimenticato, perché tanto più presente quanto più dimenticato.

Noi parliamo, così crediamo, come ricordassimo; ma si ricorda in virtù dell'Oblio. "Le bugie dell'infanzia erano trame e ordito." "Anche la scuola è ricordo: con qualche rinforzo della bacchetta le quattro acche le abbiamo in cassetta." "Guardando all'indietro sembra fiaba I'infanzia dei nonni, mitologia la loro vita in salita .." "non mi dispero se divento vecchia. Ho il mio passato, ho la mia esperienza, dentro mi soffia di Dio l'onnipotenza."

A proposito del libro Solfeggio (Biblioteca dei Leoni, 2013)

L'esercizio che si legge verso dopo verso, pagina dopo pagina, vagare, musical me parlando, dello sguardo a cuore della mente che sempre ama riflette e sogna. Uno sguardo che non ha regole, ma libera e pronta a lasciarsi sorprendere non dalla eccezionalità, dalla quotidianità di essere e stare, di vivere, insomma, con una misura, o che dia una misura, di cose, uomini e faccende.

Ricordi, osservazioni dirette e pertinenti, umanità fragile e dolente Finestre di pensiero sul corso del detto e non detto, "placide corsie di tetti e d'orizzonti", sulle vacche "sovrane" se non hanno perso un "dente" " come "la terza età, salvo risorse di personalità"..

Lo sguardo al passato dell'infanzia, e il mito "profumo di cose perdute" In "Enigma", "l'autunno" è il "sabba di foglie senza tregua nel sibilo del vento". Certezza è che "nell'umano recinto, non esiste l'assoluto: sta al di là della materia greve e del pensiero alato". Lucida e disincantata solfeggia e contempla, crea spartiti di un tempo buono non senza burrasche a mettere in scena la sinfonia della vita che le è data da vivere, amare e soffrire, senza complimenti, nel modo più naturale e semplice, sospesa e inchiodata, ferma e in corsa con e contro il tempo, per la propria personale mappatura temporale e spirituale.

Leggendo il lettore va verso un'altra parola d'incontro. E non si sa che ogni incontro presuppone diversità di strade; un vivere "a parte".

A proposito del libro Segmenti e contrasti, poesie e aforismi (Biblioteca dei Leoni, 2014)

Sono spunti, idee in libertà, scorciatoie, improvvisazioni, squarci, brevi illuminazioni, intermittenze di luci, immagini rapide, voli di rondini al mattino, piccole meteoriti ...

Sono parole per dire, trasformare, lasciare intatto, andare, restare, restare in attesa, in attesa che qualcosa si compia, fare silenzio, silenziarsi, auscultarsi, nella corrente del tempo, del tempo proprio, nel lusso del tempo quando è nostro, nei flutti uno su l'altro, uno dentro I'altro, del proprio moto interiore, e non cercare, lasciarsi trovare, pronta, preparata a cogliere ciò che il frammento dà, elargisce, benevolmente, compatibilmente, poche parole ma di senso esteso, vasto, in altezza e profondità.

Sono isole di senso, emergono come terre dal mare profondo e immenso dell'ignoto

Cos'è la realtà senza I'energia della poesia che la scompagina?, si chiedeva Rene Char .. Attraverso il frammento si annuncia un percorso che passando da una illusione all'altra ci porta di coraggio in coraggio all'avventura del vivere, alla vita che chiede d'essere vissuta.

Con "segmenti e contrasti" il lettore è invitato ad andare al di là del testo per intendere e contemplare qualcosa d'altro .. Le risonanze espresse conducono sentimentalmente e ragionevolmente alla sua esperienza, al vissuto di Antonia Maso
Tutto ciò di cui s'interessa parla e scommette e a misura della sua vista dentro/fuori, fuori/dentro, nella misura del suo occhio interiore, altro, e scrutatore dell'azione poetica.

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