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Wilma Minotti Cerini
da: La strada del ritorno,
Guido Miano Editore, Milano 1996

Lucciole

Tu dicevi: "non correre",
nella sera accaldata
di primavera,
"ma guarda lungo
i cigli erbosi, dove
il convolvolo aggroviglia
la siepe di mortella
e prende colore
dalle rosate campanelle,
e dove anche il rovo
porge i suoi germogli
sapidi e teneri
da cogliere
con mano delicata":

Ma io guardavo
sul ciglio del fosso
con lo stesso stupore della
prima mammola
rossi papaveri, e dove
una luce palpitava,
a tratti sparendo,
librandosi nell’aria.

Ed io correndo,
incurante dei germogli,
con mano prensile
catturai la preda
con pugno delicato,
ma distendendo subito
il palmo, perché potesse
camminare, già libera
d’andare,
e camminò fino alla punta
di un dito,
e più si approssimava,
più luminosa e palpitante era,
poi d’improvviso
con altre piccole luci
spiccò il volo.

Furono piccoli fari
Che si sperdevano nella sera,
come se dal cielo,
piccole stelle scendessero
verso cigli erbosi.

 

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