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Wilma Minotti Cerini
da: La strada del ritorno,
Guido Miano Editore, Milano 1996

Primo insegnamento:
dovremo comunque morire

Maestro, quanto ho faticato per trovarti;
fra te e la mia anima
mille insidie si sono frapposte.
Ho creduto mille volte di vederti
e non ti vedevo,
ho creduto mille volte di trovarti
e non ti trovavo.

Quando ruppi l’involucro
del mio orgoglio,
intravidi un sentiero,
ma l’ansia me lo nascose.

Solo quando ho allontanato
il desiderio dei beni materiali
ti ho alfine trovato,
era una soluzione semplice,
e non l’ho pensata.

Vorrei parlati delle pene,
delle ingiustizie,
per le quali fui vittima e carceriere
e che mi resero infelice.

Ovunque uomini bui
compiono misfatti
per accumulare denaro
e questa potenza di tenebra
oscura col suo manto
persino l’umile erba.

"Dovranno comunque morire"

Nel frattempo, lo sguardo dei giovani
si spegne,
fintanto che gli alambicchi
lavorano per estrarre
da splendide foglie di coca
il seme per la loro follia.

"Dovranno comunque morire"

Innumerevoli braccia di madri
si levano al cielo
per offrire al suo sguardo
miseri scheletrini tracomatosi
dal ventre verminoso
non hanno più lacrime e voce.

"Dovranno comunque morire"

Mani lisce e morbide
infieriscono col loro disprezzo
i solchi profondi
dove rivoli di acre sudore
accompagnano il ritmo
della nuda zappa
nella terra divenuta infeconda
e che ingioiellò quelle mani.

"Dovranno comunque morire"

Fautori di migliaia di pubblicazioni oscene
attentano con il loro alito fetido
al giglio di purezza
dei fanciulli e alla loro grazia,
e appassiscono anziché si schiuda
il fiore della giovinezza
corrompendone l’animo.

"Dovranno comunque morire"

Vi sono menti sempre più smarrite
per aver seguito un’idea, un capo,
una bandiera,
nei quali credere,
e poi si avvidero che la bandiera
era solo un tessuto con dei colori,
quando l’idea si frantuma,

perché il capo è un tiranno.

"Dovranno comunque morire"

Persino uomini di Culto
ammanniscono dei soliloqui
dove la loro voce non giunge

al di là dei loro orecchi.
E mentre altre si levano al cielo
implorando "pietà",
la loro rintrona nelle pingui epe.

"Dovranno comunque morire"

I deserti nei quali cammina
la nostra anima, è sempre più simile
a deserti di sabbia e sassi
che l’uomo prepara con caparbia volontà,
per soddisfare bisogni
di ricettacoli di spazzatura.

"Dovranno comunque morire"

Con la scusa che essere forti
serve a mantenere la pace,
industrie vomitano distruzione
potente e potenziale,
le molecole vengono manipolate
i geni stravolti,
creando invisibili mostri
per i nostri incubi notturni.

"Dovranno comunque morire"

Io stessa sono stata fautrice
di morte nel grembo mio,
ho caparbiamente violato
le leggi del Signore,
seguendo passiva la mia animalità,
ho desiderato, voluto, preteso.
Ho scoperto i miei istinti più bassi,
ancor più a portata di mano
di quanto credessi.
Ma il bene che era in me
ha lottato, tanto e tanto,
che le forze del male si sono
accanite furiose
ed hanno occupato con i loro
terribili incubi
i sogni della notte.

Con i loro artigli,
hanno lacerato le mie carni,
ma i loro poteri si sono
infranti davanti al mio urlo:
"non mi avrete, io sono del Signore";
questo urlo silenzioso
ha infranto la mia malvagità.

Solo dopo questa lotta
ho rivisto il tuo sentiero
e leggera
ho superato valli e montagne
per raggiungerti.

Ma ora, mio Spirito guida,
mio maestro, tu dici:

"Dovranno comunque morire, e nient’altro?"

"Il mio primo insegnamento è questo:
Ricordati…dovrai comunque morire".

 

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