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Tensione spirituale e canto della natura nella poesia di Wilma Minotti Cerini

Michele Miano

La tematica di fondo di Wilma Minotti Cerini è la tensione spirituale che tende alla ricerca di un equilibrio universale e la si riscontra in tutte le sue opere. Di poesia ha pubblicato le raccolte: La luce del domani (1993); La strada del ritorno (1996), Alla ricerca di Shanti (20012)). Nel 1997 è uscito un saggio sul poeta crepuscolare Guido Gozzano dal titolo: Caro Gozzano e nel 1998 l'opera teatrale Una questione di dosaggio (1998). Opere di narrativa sono invece Rajanà (1999) e I figli dell'illusione (2007). Ha infine pubblicato anche una serie di Aforismi in alcune antologie (assieme ad altri autori).

Riguardo alla sua espressione poetica possiamo constatare che la prima possibilità di pace e armonia interiori si sviluppa nel rapporto con la natura. Nel libro La luce del domani tale dimensione è chiaramente evidenziata nella prefazione da Francesco di Ciaccia: "... Se tutti i sentimenti sono espressi attraverso la natura, è soprattutto la sensazione d'esser felice nel mondo naturalistico a offrire l'ispirazione essenziale. E allora sembra che la felicità sia lì, nelle ombrose foglie che baciano la terra dispensatrice di vita, nella frescura in cui il corpo distende le membra impigrite, sulla rugosa scorza accarezzata come se fosse vivente...."

In effetti la poetessa esalta tutti gli elementi naturali a partire dalla festa di colori che è l'universo, dall'arcobaleno ai fiori ("Tingo di rosso il sangue degli eroi, | di vermiglio la rosa più bella | di giallo i primi fiori a primavera | di verde i prati e i boschi | e la speranza che sempre ci rinserra..." (Arcobaleno) sino alle policromie autunnali in Autunno a Glion. Ci sono poi i sogni d'infanzia già proiettati verso l'abbraccio con la natura (Come fanno i fiori) e l'amore che nell'universo ripete e rinnova il suo ciclo naturale (La catena). Non mancano tuttavia momenti melanconici dove l'Oblio e La solitudine venano di tristezza l'animo della poetessa. Un posto a parte merita l'ultima poesia della silloge La luce del domani, componimento dedicato ai bambini ebrei di Praga che partirono un giorno per Terezin e non tornarono mai più. Una nota di solidarietà e sensibilità che ritroviamo in versi accorati. "... Potessi ricordarvi | tutti | piccoli | che partiste un dì | a migliaia | dando la piccola mano | al padre o alla madre | e con l'altra | le matite colorate | lasciando | sulla placida Moldava | e nel cielo di Praga | a ricordo | i vostri canti | di allegrezza ..." (Disegni).

Nel volume Alla ricerca di Shanti si afferma decisamente la poetica mistica di Wilma Minotti, l'incontro è tra l'anima individuale e l'anima universale, tra il bisogno del divino e le difficoltà terrena, tra la necessità della pace interiore e le contraddizioni del mondo. Sostiene ancora Francesco di Ciaccia nella prefazione: "Il superamento delle contraddizioni è un penoso arrancare verso un sentiero di tranquillità e di pace: perché è infatti nel rasserenamento delle pulsioni che è possibile contemplare le passioni stesse e, contemplate, sentirle come compagne di un viaggio duro, quasi infinito, ma tuttavia esaltante. Questa pacificazione....è un'offerta che giunge dalle profondità dell'essere; non si sa come, non si sa perché. Si sa però che sei soltanto Tu. L'autrice gli dà un nome: è il Signore. Con lui l'animo si placa a considerazioni che vanno verso la purezza originaria... "

Tra le poesie più significative di Alla ricerca di Shanti annoveriamo Il sentiero della montagna che richiama il motivo della faticosa ascesa verso Dio ("Quanto ho arrancato per giungere a quel sentiero"); Mitre Dame, dove emerge l'amore di Dio come unico, vero bisogno umano; Alla ricerca di Shanti, un dialogo con la filosofia orientale (Shanti = pace interiore); Sola, che sottolinea ancora la difficoltà dell'ascesa ("Troppo sola stasera| con questa solitudine | che macera, | che brucia |..."); Al mio Creatore, lode al Dio del creato; Come un albero possente, dedicata alla spiritualità di David Maria Turoldo; Invocazione, un'ammissione della pochezza dell'uomo di fronte a Dio, una richiesta di perdono per l'umanità ("Dalla Tua arca | fa scendere la scala Cristica | che ci salvi | da questo annegare.").

Anche nella raccolta La strada del ritorno la poesia dell'autrice prosegue le tematiche sviluppate nel volume precedente e, come annota con acutezza Vincenzo Bendinelli nella prefazione, "...nella Cerini si assommano valori quasi impensabili. Attenta alle problematiche dell'esistenza, ogni verso lega terra e cielo in una simbiosi ineffabile, profondissima nella sostanza e che induce alla meditazione e alla spiritualità.... L'intensità del sentimento, la forza della parola, dovuta proprio alla chiarezza del dettato, non possono sfuggire alla catarsi interiore..."

Wilma Minotti Cerini è presente nella terza edizione del Dizionario autori contemporanei, dove a proposito del libro di narrativa Rajanà è stato riportato il giudizio di Guido Pagliarino che ne ha rilevato "una particolare abilità nel descrivere ambienti e situazioni in modo minuzioso, senza mai scadere nel pedante, in limata prosa poetica".

L'abito che lui mi ha preparato

da: La strada del ritorno, G. Miano ed.1995

Il Signore
spezzerà le catene del mio Qoelet
fino a quando i bambini canteranno,
fino a quando giocheranno,
e i loro occhi
non vedranno differenze tra loro,
e il bianco e il nero
non saranno che colori
che Dio ha voluto.

Il Signore
spezzerà le catene del mio Qoelet,
fino a quando i fiori sbocceranno,
e le foglie respireranno
il mio respiro,
e la verde speranza
non cambierà colore.

Da qualche parte,
nell'uomo, si nasconde
la nostalgia di un amore perduto
che si trova solo
con la fatica di cercare
il fiore che germoglia
nelle prove.

Il Signore
spezzerà le catene del mio Qoelet,
quando accetterò di vestire
l'abito che Lui mi ha preparato
per giungere al Suo cospetto.

A volte

A volte mi ritrovo
in un momento
lassù,
nella radura
del cammino breve.
Ma poi dov'è l'errore
che mi riporta
a ridiscendere
la via lunga
e ricominciare?
Orgoglio!
Presunzione!

Mancanza di perdono!

La strada del ritorno

Correre la strada del ritorno,
dove il brusio si frantuma
sull'anima delle cose
e trovarla, forse, là,
dove i deserti
trovano il fiato e memoria,
senza la stanchezza dei miraggi,
e scaricare il dolore
dell'uomo gigante che si piega
sulle ginocchia bambine,
per molecole pensate, distruttive,
come bagaglio che non gli appartiene,
che non nacquero con lui.
Correre la strada del ritorno
dove la mente riposa sui lamenti
di cose invisibili,
del male fatto che trattiene,
dei passi sventurati,
e trovare infine conforto
nel batter l'ale
che spicca il volo dell'inconsistenza
del credersi di materia differente
da quest'essere della natura,
nella natura,
per la natura.

Notre Dame

da: Alla ricerca di Shanti. Ediz. Prometheus, 2001

Signore, non trovo, oggi,
quella parte cattiva di me che si manifesta
a fasi alterne.

Oggi, sono forse solo buona?
Non direi,
ma, quando Ti amo non trovo altro
che il mio amore e tutto si annulla
in esso.
Una scala ideale come un raggio di luce
è la musica sacra
che mi conduce a Te.
La salgo e mi accuccio
ai Tuoi piedi ed ho finito
di desiderare e penare
poiché il Tuo amore m'invade.

Ed è tutto ciò di cui ho bisogno.

Al mio creatore

Dio del creato,
mio Creatore,
com'è inesprimibile
la gioia intima e immensa
di sentirTi nel mio pensiero
libero,
fatto lieto della Tua comprensione.

autore
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