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Presentato ad Acri Glass Bits (Schegge di vetro) del poeta Pasquale Montalto

Un'accoglienza e un consenso, sia da parte del pubblico che della critica, unanime e meritato. Una serata trascorsa bene, all'insegna della poesia. Un'atmosfera calda e amorevole, con una surreale magia corale, data dall'energia positiva delle persone presenti. Un concentrato di attenzione emotiva, per festeggiare e festeggiarsi, lasciandosi andare alle colorazioni del cuore e partecipando con le vibrazioni dell'anima.

E non sono parole formali e frasi di circostanza, bensì la traduzione vera, per rendere il senso autentico e reale delle festa e della bellezza che si è riuscita a creare e si è respirata, durante la presentazione del libro di poesie Glass Bits (Schegge di Vetro) di Pasquale Montalto, avvenuta nell'ambito della Seconda festa della cultura e dell'editoria calabrese (Letteratura, arte, spettacolo), tenutasi ad Acri (Cosenza), presso il Palazzo Sanseverino-Falcone, a cura della Fondazione Vincenzo Padula e dell'Amministrazione comunale Città di Acri, dal titolo "Chi legge è, chi non legge non è".

Per una sera ci si è nutriti di poesia e si è fatta poesia, scritta col calore e l'amore di tutti i partecipanti e intervenuti, che, mantenendo desta l'attenzione e la motivazione, hanno mostrato di accogliere il valore dell'incontro e il messaggio poetico dell'autore.

Saluti istituzionali sono stati portati da Maria Rosaria Padula, vice presidente della Comunità Montana e da Giuseppe Cristofaro, presidente della Fondazione Padula che, comunque, si sono anche soffermati sul valore sociale della poesia di Montalto e sulla motivazione del patrocinio dato alla pubblicazione.

Di Glass Bits (Schegge di Vetro), che esce in terza edizione, nell'elegante e curata Collana di Poesia Cinque anni a Parigi dell'Editore Giuseppe Laterza di Bari, e del suo autore, Pasquale Montalto, hanno più ampiamente parlato lo scrittore e saggista Enrico Giuseppe Belli, che ha delineato, anche con precisi e competenti approfondimenti, gli aspetti artistici e esistenziali, ovvero la tensione spirituale e l'utopico, presenti nel progetto poetico di questo libro, che è sicuramente rappresentativo della poesia giovanile e del primo periodo poetico di Pasquale Montalto.

E' seguito poi l'intervento tecnico e puntuale del critico Giovanni Bárberi Squarotti, professore di letteratura italiana presso l'Università degli studi della Calabria, che ha tracciato interessanti strade di lettura della poetica di Montalto, per come la si legge in questo libro, che ha una sua struttura, una logica ed è ben organizzato. Nella prima parte, ha continuato Bárberi Squarotti, c'è una poesia che definiamo di paesaggio: c'è il paesaggio calabrese, con la Sila; c'è il paesaggio dell'India, con Bombay; c'è il paesaggio dell'infanzia dell'Autore, che appartiene alla memoria e alle relazioni familiari. Una prima parte del libro, concepita a blocchi; la seconda parte è invece dedicata all'amore.

Poeta del Sud, Montalto canta il dolore con i versi dell'amore, ha detto ancora Bárberi Squarotti, recuperando il mondo perfetto dell'infanzia e ricomponendo, in un flusso ben organizzato, le schegge e i frammenti.

Molto seguito l'intervento di Giovanni Bárberi Squarotti, merita sicuramente un più ampio spazio per essere riportato per intero, perché esempio di maestria letteraria, oltre che importante documento di lettura e analisi testuale e critica della poetica montaltiana.

Ombretta Ciapini Bonvecchi, rappresentata da Ornella Costagliola, che ha letto il suo intervento, ha sottolineato la fecondità del dolore, conosciuto dall'autore e che si è poi incontrato con il dolore dei luoghi visitati dell'India, e da cui scaturisce il progetto di coppia con Alice Pinto, che è il progetto esistenziale di fare della propria vita un'opera d'arte.

Francesco Fusca ha quindi, evidenziato l'impegno, la costante presenza e la serietà di lavoro di quest'Autore, che merita, ha detto, un più completo approfondimento, per la sua produzione scritta, che dal campo poetico si estende a quello narrativo e saggistico.

I lavori sono stati coordinati da Raffaella De Luca, presidente del Distretto scolastico n° 16 della Calabria, che, con simpatia e facilità comunicativa, ha saputo ben introdurre e amalgamare i vari interventi, dando il giusto ritmo alla manifestazione.

Poesie, tra un intervento e l'altro, sono state lette, con sentita partecipazione ed espressività, dai giovani studenti Alessandro Meringolo e Desirè Cozzolino, dell'Istituto Liceo scientifico di Acri. Ha accompagnato con dolci melodie di flauto il musicista Salvatore Reale.

Una manifestazione, in sostanza, riuscitissima, così come tutte le altre serate di questa festa della cultura, che la Fondazione Vincenzo Padula ha organizzato e offerto in dono alla cittadinanza acrese, e che ha visto coinvolti nomi importanti della cultura calabrese, ha chiamato alla partecipazione le istituzioni e le scuole del territorio, ha avvicinato il sociale alla cultura e ha, in una parola, reso onore agli sforzi di quanti lavorane e agiscono attorno alla Fondazione, primo fra tutti Giuseppe Cristofaro che certo non si risparmia, favorendo, con amore e dedizione, attività e proposte valide e indirizzate alla crescita culturale e sociale del territorio comunale di Acri e di quello regionale calabrese, facendo conoscere l'opera e gli scritti del Padula e valorizzando giovani e meritevoli autori contemporanei.

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