Servizi
Contatti

Eventi


Prefazione a
Io e la vita

Francesca Innocenzi

A partire dal significativo titolo, l'ultima raccolta poetica di Pasquale Montalto, Io e la vita, si inserisce con estrema coerenza nel Movimento di Poesia Esistenziale (MPE) da anni promosso dall'autore attraverso molteplici iniziative; per una valida sinergia tra le differenti modalità di espressione artistica, a corredare i testi sono presenti le illustrazioni di sua moglie, la pittrice Alice Pinto.

A scaturirne è il senso di un'arte al servizio della vita, volta alla felice realizzazione del Sé collettivo, risultato del connubio tra ragione e creatività. Come sottolineato da Montalto stesso, è un intimo bisogno di dialogo a muovere la sua penna; ed è, precisamente, nella forma del dialogo che si manifesta la razionalità del verso («Nel tempo dell'ascolto | c'è il tempo della crescita»). La parola si fa così veicolo di incontro con un Altro inscindibile da sé, in una filosofia dell'accogliere che comprende frammenti di silenzio. E l'istante della sintesi, della ricomposizione successiva a uno scavo analitico complesso e sofferto, si identifica con l'atto creativo.

Nel dettaglio, il testo che apre la silloge, "Uomo 54", Si configura come un poemetto sulla testimonianza di vita di un'intera generazione, uno scorcio di verità sulle paure e le incertezze della condizione umana, nel riconoscimento di un esserci comune, tra speranza e inquietudine. Il tutto passa anche attraverso il contatto con il proprio lato oscuro, con il «centro mostruoso» infestato dagli spettri, che può però custodire scintille inattese destinate ad ardere. In fin dei conti, come si sa, il caos è generatore di armonia.

A riproporre analoghi temi è l'altro poemetto, "Versi Ulissidi", che rimanda alla lettura del mitico personaggio omerico come emblema dello status esistenziale dell'uomo; così, ad esempio, l'Ulisse di Umberto Saba: «...Il porto | accende ad altri i suoi lumi; me al largo | sospinge ancora il non domato spirito, | e della vita il doloroso amore». Montalto pone l'accento sull'inquietudine del viaggio contrapposta alla pacata serenità dell'approdo, e sulla figura di Nausicàa, personificazione di una saggezza superiore che prepara la meta finale del percorso evolutivo.

Di assoluta centralità, nella poetica dell'autore, il concetto dell'amore. E mi piace ricordare il discorso su Eros nel Simposio di Platone, che rinvia alla natura bifronte dell'Amore: Eros è un essere demonico mediano – e mediatore – tra gli dei e gli uomini, contraddistinto da una medietà anche morale: sintesi del buono e cattivo, tendente però verso il bene. Similmente in Io e la vita l'amore ha una connotazione infera, tuttavia spinge a compiere «cose piene di bontà»; e la bipolarità intrinseca viene ribadita dalla dialettica totalità | incompiutezza: «Sembra darti tutto | ma poi vacuo torna il gioco | tra riflessi di specchi concentrici». La stessa idea di poesia, in fondo, si assimila a quella dell'amore; e l'Eros cosmico si miniaturizza, con esiti riusciti, in una piega del collo della donna amata: così in Gocce oceaniche, versi dipinti con pennellate di modernità ed originalità notevoli.

Proprio nell'immagine della goccia – che ritorna più volte fra le pagine del libro – la cosmicità dei sentimenti è colta nella sua dimensione più autentica, evolutiva, trasformativa e di apertura. Nelle profondità incommensurate dell'Oceano dimorano gli archetipi, si celano mostri e tesori; più in alto, in superficie, si naviga o si naufraga, tentando di opporsi alle tempeste, in attesa di avvicinarsi alle coste di Itaca. Forse tardi, un giorno.

autore
Literary © 1997-2019 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza