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Nascita e sviluppo di un progetto
La Struttura che vogliamo, i Servizi da avviare, la Comunità da costruire

Pasquale Montalto
Vice Presidente della Cooperativa "Don Milani"
(Psicologo - Psicoterapeuta - Sociologo - Counselor Trainer)

1. Lo stato attuale del progetto

Parliamo del Progetto, sociale e assistenziale, ma anche educativo e formativo, portato avanti, negli anni, dalla Cooperativa.

Che ci sia un progetto è già di buon auspicio e fa ben sperare, perché nessun intervento, per quanto serio ed equilibrato possa essere, può avere uno sviluppo e un futuro, quando è semplicemente affidato alla cieca casualità. Ogni progetto, perché si realizzi, richiede continua cura, attenzione e tanto coraggio, costanza e anche determinazione, caparbietà e volontà di portarlo avanti ad ogni costo, nonostante i costi, umani e materiali, che bisogna pur mettere in conto. Il progetto è cioè la risultanza, il punto d'arrivo, di grandi sacrifici e sforzi, che spesso nascono dall'impegno di singole persone, oltre che da quello collettivo, di tanti altri collaboratori, gente comune e volontari.

E la Cooperativa "Don Milani" devo dire, per averlo vissuto direttamente, un progetto, di solidarietà e sostegno verso le forze deboli e bisognevoli, l'ha sempre avuto e l'ha sempre perseguito, andando spesso incontro a incomprensioni e grosse conflittualità, per poterlo portare avanti e sviluppare. Questo progetto, per come è allo stato attuale, di adoperarsi in tutti i modi a mettere a punto e avviare una struttura e dei servizi, aperta ai tanti che si trovano senza un punto di riferimento e rischiano ulteriormente di smarrirsi, rappresenta appunto la sintesi di grossi patimenti, e insieme anche di grandi aperture e soddisfazioni, per la forza delle idee che nel tempo si sono condensate e attorno ad esso sono confluite, allacciando gli sforzi che in tanti stanno facendo per poterlo concretizzare.

Un progetto che ha camminato interrogando la gente comune, chi in concreto avrebbe poi dovuto fruire dei suoi servizi, e che è andato via via sempre più definendosi a diretto contatto con il territorio e con i suoi potenziali utenti, ovvero chi viveva, anche in stato temporaneo, una condizione di disagio o di bisogno. Questo progetto, di poter realizzare qualcosa di grande e di utile, partendo dal basso e da chi non ha perso il desiderio di sognare, catalizza ora tante energie positive, provenienti dal mondo lavorativo, dalla imprese private, dal settore impiegatizio, dalle libere professioni, dal mondo associativo e religioso, dalla voglia spontanea di tanti altri di rendersi semplicemente utili, ovvero di rendere un servizio d'aiuto al proprio simile, ben sapendo che prendersi cura dell'altro è un modo di affinare sempre più la capacità di avvicinare e dialogare con sé stessi, nella convinzione di un atto etico di solidarietà e di reciprocità.

Questo progetto, nell'azione dell'Io, è oggi un sogno che, senza svanire, ha preso sempre più contatto con il principio di realtà e con la capacità adulta di rapportarsi con i tanti problemi che la realtà esprime, prendendo coscienza e accettando, senza scoraggiarsi, i propri limiti e la necessità anche di ridimensionarsi rispetto ad una idealità che avrebbe potuto nuocere alla fase realizzativa.

La parte materiale di questo progetto è quella che oggi è sotto gli occhi di tutti e che ognuno può ammirare e eventualmente sottoporre a verifica: una struttura ampia e spaziosa, con una bella veduta paesaggistica e in parte già ultimata e potenzialmente fruibile da una prima utenza. Una struttura completamente realizzata attraverso atti di solidarietà e di altruismo: ricordiamo, per fermarci ad un solo esempio, la donazione del terreno da parte delle Sig.ne Giuseppina e Lisa Gencarelli, assieme ad un'altra struttura nel centro storico del paese, nonché una somma in denaro. Una lode, un plauso, va senz'altro all'infaticabile e artefice primo, promotore e forza trainante di tutto questo, ovvero al lavoro minuzioso e assiduo di Nello Serra e alla sua grande professionalità in campo socio — assistenziale, che non ha mai gettato la spugna, non ha mai mollato la fiducia nel progetto, nonostante i tanti momenti difficili, che determinavano scoraggiamento e preoccupazione.

Un progetto, in sostanza, che ha accolto e accoglie i suggerimenti di tutti e che è aperto all'apporto positivo di tutto il territorio. E questo è il senso di iniziare a fare il punto della situazione chiedendo la collaborazione dell'intera cittadinanza e dei professionisti nei vari settori e più direttamente degli operatori sociali, per vedere quali indicazioni insieme possiamo trovare per l'indirizzo successivo della programmazione di questa struttura, di questa casa, di quest'avvio di comunità, dove tutti collaborano al benessere di tutti e perché il proprio fare sia indirizzato a far stare meglio l'altro. La comunità, quindi, che vogliamo e che sia pienamente allacciata e integrata nel territorio in cui agisce e si sviluppa, e che riceva il sostegno e la collaborazione, la solidarietà dell'intera cittadinanza del territorio calabrese, cosentino e acrese, in cui materialmente si colloca l'immobile, in fase di ultimazione nella sua architettura edilizia.

2. La natura dei Servizi socio — assistenziali offerti dalla struttura

La struttura non è stata concepita per andare a soddisfare le esigenze di un'utenza in particolare, così come i Servizi attivabili non sono diretti a particolari tipologie di utenze. Piuttosto, come ampiamente argomentato e discusso, in riunioni interne al gruppo di direzione, la stessa cooperativa è nata da un bisogno specifico di formazione lavoro, per favorire l'inserimento e l'integrazione di un gruppo di persone disabili, ma poi gradualmente è andata sempre più collocandosi come spazio di socializzazione e di ascolto per ogni tipo di problematica sociale. L'approccio al problema del disagio e dell'emarginazione sociale, in qualunque modo lo si qualifichi o nella grande varietà delle sue manifestazioni, nella discussione odierna, in ambito cooperativo, continua ad essere trattato in termini globali e in stretta aderenza al tessuto sociale di appartenenza.

Nella fase operativa dell'attivazione dei Servizi, si presterà allora prima di tutto attenzione ai bisogni della persona, concepita in forma unitaria e in funzione integrata, per facilitarne l'autonomia e avere una migliore gestione di sé nelle varie attività della vita quotidiana, curando però parallelamente, con lo stesso interesse, gli aspetti contestuali, di ordine territoriale e ambientale, che noi sappiamo quasi sempre vanno poi ad incidere sull'evoluzione e la crescita generale dei singoli individui. Sotto questo profilo i servizi offerti dalla Coop. "Don Milani ", saranno soprattutto e più direttamente fruibili dalla gente del nostro territorio, ovvero da quanti individueranno la struttura come spazio dove all'occorrenza sia possibile poter ricevere una prima risposta e trovare accoglienza e orientamento. Dei servizi, quindi, collegati al territorio e che s'innestano direttamente nel tessuto sociale, dove si estende la stessa vita della comunità, oltre i confini della residenzialità della struttura architettonica.

Quest'idea di territorialità, si incontra tra l'altro con uno dei punti cardine del progetto della "Don Milani", ovvero con lo sforzo che la struttura diventi veramente punto di riferimento per tutti i residenti dell'estesa area territoriale in cui è collocata, ovvero l'ampio comprensorio comunale della città di Acri e della provincia cosentina, specialmente in momenti particolari della vita, qualora si dovessero presentare delle difficoltà e non si riesca ad affrontare e gestire con le proprie sole energie o rimanendo in condizione di isolamento. In quest'ottica. è bene ribadire e penso sia chiaro come non abbia tanto importanza la natura del bisogno o la tipicità della particolare categoria d'utenza, poiché tutti hanno diritto a ricevere aiuto e tutti possono dare il loro contributo, messi nella condizione di poter esprimere le proprie potenzialità creative.

Gli interventi saranno così sì primariamente assistenziali, ma intrecciando sempre l'azione sociale a motivazioni e interessi più di ordine educativo e formativo, anche per andare incontro a nuove richieste che bisogna raccogliere e di cui oggi l'utenza si fa portatrice, ovvero di scoperta e affermazione del rispetto di sé e della propria identità personale, della propria storia e della particolarità del proprio vissuto, sia di malattia che di interscambio socio relazionale. Nuove istanze che si ricollegano ad un'area emergente che qualifichiamo come "Area del SE— e alla capacità innovativa che oggi l'uomo sta sviluppando di poterla contattare, poterci attivamente riflettere ed entrare in dialogo, prendendo coscienza di parti profonde e sconosciute della nostra vita inconscia e di natura esistenziale.

3. L'utenza più idonea ad usufruire dei servizi e della struttura

L'utenza, a cui è diretto il progetto della cooperativa "Don Milani" di Acri, dovrà essere una realtà umana chiamata continuamente alla partecipazione e al coinvolgimento nella vita comunitaria, in modo da poter offrire un attivo contributo alla sua stessa evoluzione, costruendo una realtà aperta al cambiamento e al rinnovamento continuo, creando e ricercando situazioni di mutuo aiuto e collaborazione osmotica tra l'interno e l'esterno, tra la comunità e il contesto sociale e culturale in cui si trova ad agire, tra il mondo della "diversità" e quello della normalità.

La comunità, che include anche l'utente, deve cioè svilupparsi in modo da essere attenta e sentire come proprie sia la struttura che i servizi da essa offerti, facendo sì che non scivolino mai verso l'Istituzione e la burocratizzazione, che significherebbe tradire o distorcere le linee guida del progetto o anche annullare il lavoro portato avanti dagli organismi della cooperativa negli anni.

Questo interesse a partecipare alla conduzione della casa porterà sicuramente ad un arricchimento spirituale e materiale sia delle persone che dei servizi offerti, poiché il criterio di produttività resterà legato alle potenzialità d'espressione d'ogni singolo utente e a seconda delle sue capacità di rendersi disponibile e donare parte del suo tempo al settore occupazionale e lavorativo sviluppato dalla comunità, quali possono realisticamente essere i Laboratori di costruzione di giocattoli, fiori, oggettistica e della lavorazione del baco da seta, o semplicemente di cura del verde, di giardinaggio e collaborazione alla tenuta e pulizia generale della casa.

Partecipare alla gestione dei servizi è anche una strategia, a nostro modo di vedere vincente, per assicurare delle partecipazioni economiche da parte dell'utenza sostenibili e accessibili ad ogni espressione degli strati sociali. L'utente così potrà sentirsi utile ed economizzerà le proprie spese personali, affiancando le unità lavorative e gli operatori professionali stabilmente previsti nella pianta organica della struttura socio assistenziali della cooperativa. E' in sostanza una strategia di autofinanziamento, attraverso cui rendere più leggere le spese della struttura e sviluppare sinergie d'aiuto con la società.

Chi si ritrova in queste idee, condivide le linee di sviluppo del progetto e vuole impegnarsi a dare il proprio fattivo contributo di volontariato, può comunicare da subito la disponibilità ad essere presente nelle varie iniziative attualmente portate avanti dalla cooperativa, per velocizzare i tempi di apertura e funzionamento della struttura socio assistenziale, dando vita alla comunità che vogliamo.

Acri 15 settembre 2007

Gli anziani, che in tutte le civiltà sono considerati portatori di saggezza, potrebbero oggi essere ancora utili alla comunità con la loro esperienza. I bambini, se ne sviluppiamo le enormi potenzialità, possono diventare il nostro futuro. l disabili, se accettati e inseriti nella società in quanto esseri umani con la loro dignità, annullerebbero il falso confine tra normali e diversi (poiché per fortuna tutti siamo diversi) e contribuirebbero a ripensare la società secondo valori umani e cristiani, da attuare nella pratica quotidiana. (Mario Lodi)

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