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Eratoterapia

Lettera dell’autore alla nipote Marta, sulla poesia

            Cara Marta,

ti scrivo questa lettera nel momento in cui cominci a comporre i primi versi.

Credo che sia possibile curarsi con la poesia, per vincere le paure, stati di sofferenza,  per stringere sogni che passano in volo, per divertirsi. La voce della poesia arriva dal dentro, potente nelle ore della notte, debole e distratta il giorno. Porta sollievo, se non guarigione, dolcezza di ricordi, sapori tenui di malinconia.

Fai in modo che il tuo comporre sia una voce essenziale, senza fronzoli, che navighi in mezzo al vero della vita, giocando, a volte, se credi, con i riflessi  che brillano dagli specchi del mito. Nella ricerca dei toni della voce, fatti guidare dall’equilibrio, lontano da accenti eccessivi o sbiaditi, tieni la barra del timone sul quadrante della leggerezza, la vela aperta sui venti che spirano dal mondo degli affetti, dell’emozione, dell’amore.

La  voce  risuoni  di  un  timbro  autentico,  non oscuro, lascia passare lontano la nostalgia del passato, indossa, se credi, a volte, la giubba del giullare pronto a sorprendere, a sorridere con gli altri, lontano dalla solitudine. Evita, poi, i cascami ammuffiti delle vecchie stagioni della poesia, che hanno fatto il loro tempo.

Prendi, dunque, con presa leggera la mano della poesia e cammina con lei oltre il presente, lancia lo sguardo, con quello che di bello e sensibile c’è in te, ai tempi prossimi che stanno per arrivare,  saggia la loro consistenza, crea percorsi coinvolgenti per te e per gli altri.

I tesori di Erato, della poesia, possono essere la tua medicina, garantirti la salute,  salvarti dalle sfere opache della nostra epoca, distillare per te gocce di felicità.

Felici poesie,

            Nonno Roberto

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