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Società delle Belle Arti - Circolo degli Artisti“Casa di Dante”
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Mostra fotografica di Roberto Mosi

Firenze, foto grafie – Dal mito ai nonluoghi

Catalogo della Mostra

: e-Book “Firenze, foto grafie” www.larecherche.it

Cerco l’anima delle città
raggiunte ai quattroangoli del mondo
(Nonluoghi , La città)

L’autore presenta il risultato di un lavoro di alcuni anni dedicato a riprendere i vari volti della sua città, che più suscitano emozioni e stimolano la memoria, secondo un criterio circolare dalle colline alla periferia, al corso dell’Arno, al centro e alle vie della moda, ai vicoli raccolti in una rete di labirinti. La città che prende vita nella Mostra non è una Firenze da “copertina” con le visioni tradizionali scelte per incantare i turisti ma una città in carne ed ossa ri-trovata nella vita quotidiana, sfogliata petalo per petalo con la macchina fotografica, assumendo per riferimento lo sguardo sorpreso, curioso del flâneur - parola resa famosa dal poeta francese decadentista Charles Baudelaire - la persona che vaga per le vie cittadine, colpita dai alcuni tratti del paesaggio urbano. L’autore della Mostra “Firenze, foto grafie”, fotografo-girovago porta con sé, a tracolla, ogni volta che esce per le strade, una Lumix e una Nokia D 70.

Il suo sguardo è aperto, democratico si potrebbe dire, di persona che vive la sua esperienza non in solitudine ma in mezzo alle persone, attento a fissare negli scatti punti di osservazione condivisi con gli altri; emergono soprattutto le atmosfere che rivelano i tratti di un’umanità partecipata, a volte forme di socialità condivisa che appaiono improvvisi anche nei luoghi propri del passaggio di una folla anonima. Nel paesaggio che è ri-composto con le riprese fotografiche, la macchina si sofferma sovente su tracce di storia, del nostro patrimonio culturale e sociale.

La Mostra nella sua articolazione propone otto passaggi riferiti alle varie fasi della ricerca fotografica di Roberto Mosi. Ogni fase è legata a un progetto, a una riflessione che intreccia, il più delle volte, la ricerca delle immagini con il linguaggio e il racconto poetico; un linguaggio che nella Mostra evapora, si addensa con le parole della poesia appese alle pareti, intorno alle immagini fotografiche.

L’impegno di fissare ogni volta in un progetto le azioni della ricerca favorisce la scelta di un metodo compatto e coerente, irrobustito da un tornare e ritornare sui luoghi, un continuo guardare e riguardare il paesaggio antropico che ha orientato quella vasta area della fotografia contemporanea - che conta maestri come Gabriele Basilico - che ha come vocazione l'osservazione del mondo in trasformazione.

Uno dei campi di ricerca richiamato dalla Mostra nella prima sezione, è quello dei nonluoghi: la parola coniata da Marc Augè per gli spazi attraversati da folle d’individui, dove non si costruiscono identità. Nelle fotografie questi luoghi acquistano più volte una personalità, portano a rilevare tracce di nuove socialità. L’elemento posto in risalto è la capacità della fotografia di “trasformare anche i soggetti più inconsistenti in un unico immaginativo di grande importanza” (v. C. Cotton La fotografia come arte contemporanea). La scommessa è di creare identità, seguendo “una nuova sensibilità per interpretare il mondo, conformato, caotico e indecifrabile che ci sta dinanzi" (v. G. Basilico Architettura, città, visioni).

Le due sezioni successive riguardano le periferie e i cantieri per i lavori della tranvia che oggi sconvolgono molte strade cittadine. Per questi ultimi la ripresa fotografica è rivolta allo sguardo del passante, impegnato a superare marciapiedi sconvolti, sguardo limitato dal sipario delle reti. La Firenze del Mito è resa con le immagini di statue classiche, in posizione solenne, erette davanti al paesaggio, l’obiettivo si muove intorno all'opera e coglie un punto "magico", il suo “sguardo” sul paesaggio circostante, per conquistare ogni volta l'aura che circonda l'opera, che la rende unica. Ritorna alla mente a questo proposito il pensiero di Walter Benjamin che invitava a riflettere su come la fotografia ci aiuti a liberare le energie racchiuse nel mito e a darne forma e significato.

L’attenzione poi dell’autore per Firenze spazia dalla cultura rinascimentale al ruolo d’icona odierna del turismo, grazie al glamour scintillante della moda e delle griffe internazionali al cospetto delle antiche vestigia, come il Duomo e Palazzo Vecchio, che si riflettono nelle vetrine dei negozi, arrivano a giocare con le siluette dei manichini (Firenze riflessa, Moda e oltre).

Altri passaggi, Firenze dietro la facciata e Firenze calpestata. Per quest’ultima sezione l’attenzione è sulla città e le sue fisionomie storiche, silenti sotto il calpestio dei passanti, come la lapide in Piazza della Signoria posta a ricordo di Savonarola. Si offrono inquadrature fotografiche di figure sorprese in scorci dal basso, nella dinamica degli arti inferiori. Ruotano una galleria di persone/personaggi: il/la turista, i podisti, la studentessa, ecc., per disegnare sulla mappa cittadina la vita brulicante dell’oggi. Una collezione di opere fotografiche che fa dello scatto digitale un’idea-immagine, un “dispositivo di senso individuale e collettivo” (vedi S. Ranzi, “Pegaso”, sett. 2014).

Il percorso della Mostra termina con L’altra Florentia, alla ricerca d’immagini legate alla Firenze della speranza per il futuro e ai suoi caratteri profondi, la geometria delle sue architetture rinascimentali e dell’oggi, la bellezza di un paesaggio unico nella storia.

Roberto Mosi, impegnato da anni nel campo della fotografia, è attento all’interazione fotografia - poesia. Passaggi importanti le mostre presso sale espositive, biblioteche, caffè letterari. I titoli dei cicli fotografici: “NONLUOGHI” (2009), “FLORENTIA” (2010), “ITINERA” (2011), “MITH IN FLORENCE” (2012), “FIRENZE RIFLESSA” (2013), “FIRENZE, CALPESTATA” (2014), “FIRENZE DIETRO LA FACCIATA” (2015), “TRACCE” (2016, dedicata ai cantieri urbani di oggi). L’ultima mostra "TRACCE" alla Biblioteca del Palagio di Parte Guelfa, “nei segnalibri per i libri dati in prestito”. Riferimenti bibliografici sull’autore nel libro “Fotografi in Toscana”, Ed. Toscana Cultura e Masso delle Fate, Firenze 2014, pagg. 97-98.

Per la Poesia Roberto Mosi ha pubblicato le Raccolte: La vita fa rumore (Teseo 2015), Concerto (Gazebo 2013; Premio per la Critica Abano Terme 2015), Concerto Golfo di Baratti (AA. VV. Poeti Contemp. 11°, Pagine 2013), L’invasione degli storni (Gazebo 2012), Luoghi del mito (LietoColle 2010), Aquiloni (Il Foglio 2010), Nonluoghi

Blog www.robertomosi.it www.poesia3002.blogspot.it
R. mosi.firenze@gmail.com

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